Genere e Salute

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Differenze di genere e salute nei Caregiver familiari

Studio pilota: “Differenze di genere nello stato di salute di due popolazioni di Caregiver familiari”, approvato dal Comitato Etico ISS il 28/06/2021.

Con il termine "Caregiver" familiari si intendono tutti i familiari che, in maniera gratuita e continuativa nel tempo, si prendono cura di un loro congiunto malato e/o disabile non autosufficiente. In Italia non si ha un dato ufficiale sul loro numero, ma una indagine multiscopo su campione dell’ISTAT, nel 2018 ha riportato una percentuale pari a circa l’8% della popolazione nazionale. Così come nel resto del mondo, anche in Italia è la donna ad assumersi maggiormente il ruolo di Caregiver familiare (fino a circa il 75%). Di solito sono donne di età compresa tra 45 e 64 anni, che svolgono anche un lavoro fuori casa o che nella maggioranza dei casi hanno abbandonato la propria attività lavorativa per dedicarsi, a tempo pieno, alla cura.

Il Centro di Riferimento per la Medicina di Genere, sta effettuando, nel biennio 2021-2022, uno studio pilota dal titolo: “Differenze di genere nello stato di salute di due popolazioni di Caregiver familiari”, con l’obiettivo principale di ricercare:

  • se il ruolo di Caregiver familiare possa, in alcuni casi, far aumentare il rischio di sviluppare determinate patologie rispetto alla popolazione generale
  • se esistano differenze genere-specifiche

A tal fine, è in corso il reclutamento dei Caregiver familiari tramite le associazioni di pazienti e loro familiari e i centri medici partecipanti allo studio, su tutto il territorio nazionale. Ai Caregiver familiari viene chiesto di compilare un questionario on line volto a misurare alcuni determinanti di salute sia mentale (depressione, ansia, stress) che fisica (percezione dello stato di salute e dati soggettivi riguardanti la presenza di determinate patologie da quando è iniziata l’attività di cura). I Caregiver familiari che rientrano nel criterio di inclusione di questo studio pilota, sono coloro che si prendono cura di familiari con demenza e/o malattia di Alzheimer o di familiari con disturbo del neurosviluppo e/o autismo.

I risultati attesi dallo studio pilota sono:

  • valutazione dello stato di salute dei Caregiver familiari appartenenti ai due gruppi: demenze/ Alzheimer e disturbi del neurosviluppo/autismo e differenze fra loro e rispetto alla popolazione generale
  • valutazione delle differenze genere-specifiche sullo stato di salute dei due gruppi di Caregiver familiari
  • comunicazione dei risultati dello studio ai decisori delle politiche socio-sanitarie regionali, al fine di prevedere in futuro percorsi sanitari standardizzati che tengano conto dei potenziali rischi collegati alla figura del “Caregiver” e anche al fine di poter dare indicazioni utili alla creazione di percorsi di prevenzione ad hoc

I dati di salute vengono raccolti tramite la somministrazione ai Caregiver familiari di un questionario sul sito: https://caregiver.iss.it

Per maggiori informazioni il cittadino può scriverci all'indirizzo email: caregiver.mdg@iss.it



Il destino cellulare: cellule XX versus cellule XY

L’impiego di linee cellulari primarie non tumorali isolate da soggetti maschi e femmine (ad esempio fibroblasti di cute) ha portato all'identificazione di alcuni componenti molecolari alla base della diversa risposta delle cellule maschili (XY) e femminili (XX) agli stress, capaci di attivare i processi di morte cellulare (apoptosi) o di indurre meccanismi protettivi (autofagia). Le cellule delle donne hanno due cromosomi X, e per mantenere un equilibrio nel numero di geni e di proteine, nelle cellule femminili uno dei due resta inespresso, viene cioè inattivato. Alcune porzioni, però, sfuggono all’inattivazione. Il cromosoma X, oltre ad avere un numero di geni più alto ha anche una quantità maggiore di elementi regolatori chiamati microRNA, piccole molecole di materiale genetico in grado di modificare l’ espressioni genica. Partendo da un’analisi bioinformatica, sono stati selezionati alcuni microRNA localizzati nelle regioni che sfuggono all’inattivazione, che sono quindi espressi maggiormente nelle cellule femminili. Uno di questi, il miR548am-5p risultava 5 volte più espresso nelle cellule femminili che, sottoposte a stress mitocondriale, mostravano una maggiore resistenza all'apoptosi rispetto alle cellule XY. Certamente questa scoperta potrebbe gettare le basi per l'individuazione di terapie più mirate sulla base del genere identificando specifici microRNA come potenziali target terapeutici sesso-specifici.

Bibliografia
Matarrese et al., (2019). X-chromosome-linked miR548am-5p is a key regulator of sex disparity in the susceptibility to mitochondria-mediated apoptosis. Cell Death Dis. 10:828.
Malorni et al., (2008). Redox state and gender differences in vascular smooth muscle cells. FEBS Lett, 582:635.  
Straface et al., (2009). Cell sex determines anoikis resistance in vascular smooth muscle cells. FEBS Lett, 583:3448.  
Maselli et al., (2009). Cell sex: a new look at cell fate studies. FASEB J, 23:978.  
Lista et al., (2011). On the role of autophagy in human diseases: a gender perspective. J Cell Mol Med, 15:1443.


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