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Droghe: in 10 anni quasi dimezzato il numero di diagnosi di HIV tra gli utilizzatori di sostanze per via iniettiva, in diminuzione anche diagnosi di AIDS e IST

ISS, 19 luglio 2022 -  

I dati della Relazione al Parlamento 2022 sul fenomeno delle tossicodipendenze in Italia

HIV e AIDS in consumatori di sostanze per via iniettiva: dati del Sistema di sorveglianza delle nuove diagnosi di infezione da HIV e del Registro Nazionale AIDS 

Nel corso dell’anno 2020, le nuove diagnosi di HIV che hanno riguardato gli utilizzatori di droghe per via iniettiva (InjectingDrugsUsers - IDU) sono state 44, mentre il totale delle diagnosi notificate al sistema di sorveglianza HIV nazionale dell’ISS sono state 1.303. La proporzione di nuove diagnosi in IDU si è dimezzata negli ultimi 10 anni passando dal 6,6% del 2010 al 3,4% del 2020. E’ uno dei dati pubblicati nella Relazione al Parlamento 2022 sul fenomeno delle tossicodipendenze in Italia, coordinata dal Dipartimento per le Politiche Antidroga della Presidenza del Consiglio dei Ministri in collaborazione con ISS.

Tra le nuove diagnosi HIV in IDU, nel periodo 2010-2020, la proporzione di maschi è oscillata intorno all’80 - 85%, mentre la proporzione di stranieri tra il 17 e il 19%. Nel 2020 i maschi erano l’81,8%, gli stranieri il 18,2%. L’età mediana nel periodo in studio è stata di circa 40 anni.

Nel 2020, la quota di diagnosi tardive negli IDU è stata molto più bassa (54,8%) rispetto a quella di tutte le nuove diagnosi HIV (60,0%). Nel 2020, il 31,8% delle persone IDU con nuova diagnosi HIV ha eseguito il test su proposta dei Servizi per le Dipendenze e delle Comunità terapeutiche/istituti penitenziari, mentre il 25% per sospetta patologia o presenza di sintomi HIV-correlati.

Nel 2020, sono state segnalate al Sistema di sorveglianza AIDS 352 nuove diagnosi, 27 delle quali riferite a IDU, pari al 7,7% delle diagnosi totali, mentre nel periodo 1987-1990 la percentuale è stata dieci volte superiore. 

Dal 2011 al 2018, si osserva una diminuzione della percentuale dei maschi tra i casi di AIDS in IDU con un lieve aumento nell’ultimo anno; l’andamento della percentuale dei casi stranieri risulta, invece, crescente fino al 2014, seguito da ampie oscillazioni. La quota di IDU che ha ricevuto una diagnosi tardiva di AIDS (36%) risulta ampiamente inferiore a quella rilevata nel totale dei casi di AIDS (70%).

Infezioni Sessualmente Trasmesse in consumatori di sostanze per via iniettiva: dati sistema di sorveglianza sentinella delle IST basato su centri clinici

Tra il 1991 e il 2020 il Sistema di sorveglianza ha segnalato un totale di 2.929 nuovi casi IST in consumatori di sostanze per via iniettiva (IDU) (3% di tutti i casi di IST segnalati). Dal 1991-1995 al 2006-2010, è stata registrata una riduzione dei casi di IST in IDU di circa sei volte; successivamente, nel periodo 2011-2020, è stato osservato un aumento degli stessi. Nel 2020 al Sistema di sorveglianza sono stati notificati 59 nuovi casi di IST in IDU, pari al 2% del totale dei casi di IST segnalati nell’anno (2019: 3,9%).

Dei 59 casi di IST in IDU segnalati nel 2020, il 93,2% è stato diagnosticato in maschi, il 60% ha riferito di aver avuto sei o più partner sessuali nei sei mesi precedenti la diagnosi di IST e l’80% di aver avuto una IST in precedenza. Nel 2020, i condilomi ano-genitali, le uretriti gonococciche, la sifilide latente e le uretriti da Chlamydia trachomatis sono state le patologie maggiormente diagnosticate tra gli IDU.

Dal 1991-1995 al 2016-2020, è diminuita la prevalenza HIV tra gli IDU con IST, nello specifico nel 2020 è risultata pari al 53,3% e significativamente più elevata tra i soggetti con precedenti IST.


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