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Monkeypox, ottimizzato dall’Iss un test per la sorveglianza nelle acque reflue

La sorveglianza delle acque reflue potrebbe essere utilizzata per verificare la presenza del vaiolo delle scimmie nelle comunità. Lo ha dimostrato uno studio dell’Iss, appena pubblicato in preprint , in cui viene descritto un metodo di analisi che consente di rilevare il DNA del virus nei reflui.

I ricercatori hanno ottimizzato un approccio analitico che utilizza la PCR per rilevare la presenza del genoma di Monkeypox mediante ricerca di tre diversi geni del virus. La metodica è stata testata in via preliminare su campioni prelevati dalle acque reflue di un grande hub aeroportuale, in considerazione delle evidenze scientifiche sull’utilità dei grandi hub di trasporto come sistemi ‘sentinella’ per il monitoraggio dei virus, non perché siano luoghi particolarmente a rischio di contagio ma perché vedono il passaggio di molte persone. 


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