Il progetto
Guidato dall'Istituto Superiore di Sanità (ISS) in collaborazione con la Marina Militare Italiana e centri di eccellenza nazionali, come agenzie ambientali pubbliche e università, questo progetto incarna le visioni One Health e Planetary Health centrali al UN Science Summit 2025, collegando la salute umana, gli ecosistemi marini e le sfide climatiche per sostenere gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (SDG) delle Nazioni Unite. Lanciato oltre due anni fa, SeA-Care studia il nesso tra gli oceani e la salute umana attraverso un approccio sistemico e transdisciplinare. Esamina gli impatti delle attività umane e dei cambiamenti climatici sugli ambienti marini, concentrandosi sui rischi derivanti da inquinanti come le microplastiche e i PFAS, la resistenza antimicrobica e i microrganismi patogeni negli oceani di tutto il mondo. Ciò è in linea con il quadro One Health, che sottolinea l'interdipendenza tra la salute umana e quella ambientale, un tema centrale del Summit. La metodologia innovativa di SeA-Care garantisce una raccolta dati coerente su vaste scale spaziali e temporali, riducendo al minimo le distorsioni grazie a centinaia di campioni raccolti lungo le rotte dell'Amerigo Vespucci e di altre unità navali. Con oltre 20 tra studi, partecipazione a simposi scientifici ed eventi di sensibilizzazione pubblica come la Conferenza delle Nazioni Unite sull'acqua del 2023, il progetto si inserisce nelle politiche globali sulla protezione degli oceani e la salute pubblica, sostenendo l'SDG 17 (Partnership per gli obiettivi).
