TEMA

Malattie rare

Malformazioni congenite

Le malformazioni congenite sono difetti strutturali presenti al momento della nascita.

Coinvolgono circa il 3% dei nuovi nati e possono essere gravi, con esiti cronici e invalidanti. Per un gruppo di queste patologie è possibile effettuare strategie di prevenzione primaria mediante la riduzione di fattori di rischio (minimizzazione dell'esposizione ad agenti biologici, sostanze chimiche e interferenti endocrini) e l'aumento di fattori protettivi: stili di vita salutari, alimentazione sana e equilibrata (ricca in frutta e verdura),  assunzione giornaliera di vitamina B9 (o acido folico) per via orale sin dal periodo periconcezionale (almeno un mese prima del concepimento e per tutto il primo trimestre di gravidanza).

L'attività di sorveglianza, in modo particolare realizzata mediante i Registri, rappresenta un importante strumento per il monitoraggio della frequenza degli eventi, anche al fine di valutare eziologia, supportare ricerche e  azioni di sanità pubblica.


null Acido folico e folati

Acido folico e folati sono vitamine del gruppo B, indicati a volte, anche con il nome di vitamina B9.
Il loro nome deriva dalla parola latina “folium”, cioè foglia, poiché furono per la prima volta isolati negli anni ’40 dalle foglie di spinaci.

DUE TERMINI: FOLATI E ACIDO FOLICO
Con il termine folati si indicano i composti naturalmente presenti negli alimenti, mentre il termine acido folico (acido monopteroliglutammico o pterolimonoglutammico) è riferito alla molecola di sintesi chimica presente nei supplementi vitaminici e negli alimenti fortificati.
I termini quindi, anche se spesso utilizzati come sinonimi, non vanno confusi: oltre che per la formula chimica folati e acido folico si differenziano per la diversa stabilità e biodisponibilità all’assorbimento.
I folati devono essere necessariamente introdotti attraverso l’alimentazione, in quanto il nostro organismo non riesce a produrli, poichè le quantità prodotte dalla flora batterica intestinale sono generalmente molto scarse e non riescono a coprire i fabbisogni.

LA STRUTTURA CHIMICA
I folati dal punto di vista chimico sono costituti da un anello pterinico, una molecola di acido p-amminobenzoico, e da uno o più residui di acido glutammico.
Nella molecola di acido folico, l’anello pterinico è nella forma completamente ossidata, mentre i folati presenti negli alimenti, sono forme ridotte dell’anello pterinico (tetraidrofolati) e possono anche presentare sostituzioni sull’anello, dando origine così a forme diverse: l’N5 metiltetraidrofolato, l’N10 formiltetraidrofolato e l’N5, N10 metilentraidrofolato.
L’acido folico è la forma più stabile dei folati e con maggiore biodisponibilità: una volta assunto viene ridotto nel 5metiltetraidrofolato, che è la forma biologicamente attiva della vitamina.

A COSA SERVONO
L'acido folico e i folati sono coinvolti nella sintesi di molecole importanti come DNA, RNA e proteine.
Sono essenziali, quindi, per le cellule che vanno incontro a processi di differenziazione e rapida proliferazione, come ad esempio le cellule del sangue e della pelle e sono particolarmente importanti durante la formazione dell’embrione, quando si sviluppano e si differenziano i primi abbozzi degli organi.
È fondamentale, perciò che l’embrione abbia a disposizione un adeguato apporto di questi composti, fin dai primi giorni di vita, periodo in cui inizia la formazione degli organi.

LE FUNZIONI DEI FOLATI NEL METABOLISMO UMANO
I folati agiscono come cofattori di enzimi coinvolti nella sintesi di DNA e RNA (sintesi delle purine e deossitimidina) e insieme alla vitamina B12, sono coinvolti nella donazione di gruppi metilici nella formazione dell’aminoacido metionina.
I folati vengono assorbiti dalle cellule della mucosa intestinale, ridotti e trasformati nell’N5 metiltetraidrofolato.

IL FABBISOGNO GIORNALIERO
Il fabbisogno giornaliero per un adulto sano è di 0,4 mg/die secondo il documento WHO, FAO, 2004. Durante la gravidanza il fabbisogno giornaliero in folati aumenta per la donna a 0,6 mg/die, dal momento che il feto attinge alle risorse materne per il proprio sviluppo. Durante l’allattamento il fabbisogno giornaliero è di 0,5 mg di folati per ripristinare le perdite che avvengono con il latte materno.
Questi sono i livelli indicati per assicurare il corretto apporto di folati durante la gravidanza e durante l’allattamento, ma per ridurre il rischio di malformazioni congenite come spina bifida, anencefalia e encefalocele, è necessario che la donna assuma acido folico sotto forma di supplementi a 0,4 mg, mentre sta programmando una gravidanza.

COSA SUCCEDE SE SI VERIFICA UNA CARENZA DI FOLATI
Nei paesi sviluppati, la carenza di folati è molto rara: si riscontra soprattutto nei gruppi di popolazione economicamente meno privilegiati, come ad esempio la fascia d’età degli anziani, e si manifesta con l'anemia megaloblastica.
La carenza di folati può essere causata da un’inadeguata introduzione con l’alimentazione o da un aumentato fabbisogno (es. in gravidanza e in allattamento), da un alterato assorbimento e metabolismo, o dall’assunzione di alcuni farmaci.
Alcune malattie alterano l’assorbimento dell’acido folico, come la celiachia, la malattia di Crohn o la gastrite atrofica.
In caso di carenza di folati può verificarsi un accumulo di omocisteina per mancanza diretta o indiretta di metiltetraidrofolato.
Le cellule che si dividono rapidamente sono particolarmente vulnerabili ad una mancanza di folati.
Tale deficit determina una sintesi difettosa di DNA nelle cellule che si dividono, particolarmente evidente nel midollo osseo, con conseguente anemia megaloblastica e la carenza nell’embrione con un aumento del rischio di malformazioni congenite.
Il fumo di tabacco e l’assunzione anche moderata di alcol riducono l’assorbimento dei folati.
Stati carenziali di folati spesso subclinici e asintomatici, si verificano in seguito a trattamenti con alcuni tipi di farmaci, ad esempio chemioterapici antiblastici, come il metotrexato, ma anche con anticonvulsivanti come la difenilidantoina e la carbamazepina, contraccettivi orali o chemioterapici antitubercolari.
Mutazioni della metionina sintetasi ed in modo particolare della 5,10-metilentetraidrofolato reduttasi (MTHFR) sono oggi ritenute le più frequenti cause dell’alterato metabolismo dei folati e della conseguente iperomocisteinemia.
Inoltre, è spesso associata a carenze di altri oligonutrienti (zinco, vitamina B12).
La carenza di acido folico nelle prime fasi della gravidanza aumenta fortemente il rischio di malformazione del feto, in particolare di DTN.
In generale, una carenza di folati può dare luogo con più facilità a esiti avversi alla riproduzione (aborto spontaneo, ritardo di crescita intrauterina, parto prematuro, lesioni placentari.