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Malattie neurologiche

Malattie neurologiche

Le malattie neurologiche hanno un impatto sulla sostenibilità del sistema socio-sanitario e la frequente presenza di disabilità nei soggetti affetti ha gravi conseguenze economiche e sociali per le famiglie.

L'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha rilevato un incremento delle patologie neurologiche dovuto in parte all'invecchiamento della popolazione e alla mancanza di trattamenti terapeutici risolutivi e in parte alla scarsa efficacia di misure preventive.

L'aumento delle conoscenze dei meccanismi di malattia e dei fattori di rischio ha contribuito a prevenire le malattie vascolari e infettive del sistema nervoso, mentre per la maggior parte delle altre patologie neurologiche è ancora necessario acquisire nuove evidenze scientifiche ed epidemiologiche per sviluppare terapie e interventi preventivi efficaci.

L'Istituto Superiore di Sanità (ISS) promuove la ricerca sulle malattie neurologiche per approfondire la conoscenza delle cause e dei meccanismi di malattia, individuare nuovi bersagli terapeutici, sviluppare procedure per la diagnosi precoce e lo screening di soggetti a rischio e dare impulso allo sviluppo di nuove terapie e strategie preventive per migliorare la gestione e la qualità di vita dei pazienti neurologici.

In particolare, svolge attività di ricerca sulle malattie neurodegenerative, sulle patologie neurologiche caratterizzate da alterazioni della mielina e sulle malattie neurologiche rare per migliorarne la diagnosi e la conoscenza tra gli operatori sanitari.

L'ISS si occupa inoltre della trasferibilità delle conoscenze scientifiche nella pratica clinica interagendo con istituzioni, operatori sanitari e associazioni di pazienti e familiari.


null Differenze di genere e uso di biomarcatori

Alcune patologie insorgono più frequentemente nelle donne, altre negli uomini.  Questa diversa incidenza è legata al sesso (fattori biologici) e al genere (fattori socio-culturali). Per questa ragione l’approccio clinico alle patologie deve necessariamente essere diverso nelle donne e negli uomini che quindi non possono essere curati allo stesso modo. È fondamentale utilizzare alcuni indicatori clinici che tengano conto di tali differenze. Questi indicatori clinici sono definiti ‘biomarcatori’ ovvero composti biologici, genetici o biochimici che, in modo specifico e sensibile, rilevano ed identificano le diverse patologie nelle donne e negli uomini.  

Nella brochure allegata è possibile visionare alcuni esempi di indicatori biologici utilizzati nell'identificazione di diverse patologie correlate al genere.