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Comunicato n°1/2009 - Precisazione sullo stato del censimento degli embrioni crioconservati

12 /01/09 ISS

In relazione alle dichiarazioni rilasciate questa mattina dalla dottoressa Giulia Scaravelli, responsabile del censimento degli embrioni crioconservati , nel corso del dibattito Legge 40 e turismo riproduttivo: ne vale ancora la pena?, tenutosi questa mattina a Palazzo Marini, la ricercatrice dell’ISS intende effettuare un’ulteriore precisazione sullo stato del censimento degli embrioni.

Giulia Scaravelli precisa che ancorché l’Istituto abbia svolto il suo compito istituzionale di censimento e localizzazione degli embrioni crioconservati in stato di abbandono per i quali vi sia espressa rinuncia scritta al loro futuro impianto da parte della coppia genitoriale o della singola donna, nel numero di 3.740, esiste tuttavia un numero ancora elevato di embrioni crioconservati, almeno altrettanti, le cui coppie genitoriali non sono state rintracciate dai centri e che pertanto in questo senso il censimento non può dirsi completato. Si tratta di una problematica, infatti, non ancora risolta poiché nonostante nel D.M. 4-8-2004, si faccia riferimento alla definizione di embrione crioconservato abbandonato anche nel caso di ripetuti falliti tentativi di rintracciare le coppie, sono stati numerosi i centri che hanno sollevato rilevanti dubbi giuridici non scevri di responsabilità rispetto a questa definizione. Proprio per questo motivo è da valutare l’opportunità di predisporre il trasferimento degli embrioni presso la Biobanca di Milano quando il quadro complessivo non sia stato ancora chiarito.

E a proposito dei costi economici del trasferimento di circa € 300.000,00 il presidente dell’Istituto Superiore di Sanità Enrico Garaci ha precisato inoltre che, affinché tale costo sia economicamente giustificato, è necessario che la grande maggioranza degli embrioni possa essere trasferita, lasciandone depositata nei centri di riproduzione assistita solo una minoranza. Se infatti esperti legali hanno indicato che il decreto non elimina i problemi legati alla proprietà degli embrioni in mancanza di una dichiarazione esplicita della coppia, l’Istituto Superiore di Sanità è in attesa di ulteriori chiarimenti al riguardo. Sotto questo profilo – auspica il Presidente - sarebbe anzi opportuno un ulteriore intervento normativo per evitare eventuali contenziosi legali.