D.P.C.M. 156/2026: pubblicato in Gazzetta Ufficiale il nuovo Regolamento del Sistema nazionale di allerta rapida per le droghe (NEWS-D)

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National centre for Addiction and doping
D.P.C.M. 156/2026: pubblicato in Gazzetta Ufficiale il nuovo Regolamento del Sistema nazionale di allerta rapida per le droghe (NEWS-D)
È stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana, Serie Generale n. 204 del 3 settembre 2026, il Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 7 luglio 2026, n. 156, recante il “Regolamento recante definizione dei compiti e dell'organizzazione del sistema nazionale di allerta rapida per le droghe (NEWS-D)”.
Il provvedimento entrerà in vigore il 18 settembre 2026 e definisce in maniera organica compiti, organizzazione, flussi informativi e procedure operative del Sistema nazionale di allerta rapida per le droghe – NEWS-D.
Il Regolamento rappresenta un passaggio di particolare rilievo nell'evoluzione del sistema italiano di allerta sulle droghe: non istituisce per la prima volta un sistema nazionale di early warning, ma consolida e disciplina, alla luce del nuovo quadro europeo, un sistema che opera in Italia dal 2009 e che nel tempo ha progressivamente ampliato funzioni, rete collaborativa e campo di osservazione.
Dal SNAP del 2009 al NEWS-D: l'evoluzione del Sistema nazionale di allerta
La continuità storica del Sistema è espressamente riconosciuta nelle stesse premesse del D.P.C.M. 156/2026.
Il decreto ricorda infatti che nel 2009, in ottemperanza alla Decisione 2005/387/GAI del Consiglio dell'Unione europea, fu sviluppato in Italia, attraverso specifiche iniziative progettuali, il Sistema nazionale di allerta precoce – SNAP, all'interno del Dipartimento delle politiche antidroga della Presidenza del Consiglio dei ministri, nell'ambito del raccordo con la rete europea Reitox.
Il Sistema nasceva quindi nel contesto del meccanismo europeo di scambio rapido delle informazioni sulle nuove sostanze psicoattive (NPS), fenomeno che nei primi anni Duemila stava assumendo crescente rilevanza sanitaria e tossicologica.
Anche precedenti documenti istituzionali della Presidenza del Consiglio attestano che dal 2009 il Sistema nazionale di allerta precoce per le droghe monitorava la comparsa delle nuove sostanze psicoattive sul territorio italiano.
Una successiva fase organizzativa si è avviata nel 2017, quando il Dipartimento delle politiche antidroga ha affidato al Centro Nazionale Dipendenze e Doping dell'Istituto Superiore di Sanità il coordinamento del Sistema nazionale di allerta precoce sulle nuove sostanze psicoattive, con lo sviluppo della piattaforma informatica e il rafforzamento della rete dei centri collaborativi.
Il NEWS-D disciplinato oggi dal D.P.C.M. 156/2026 deve quindi essere letto come evoluzione e consolidamento normativo di questa esperienza, non come un sistema nato nel 2025.
Il nuovo mandato EUDA e l'ampliamento dell'allerta oltre le sole NPS
Un passaggio fondamentale di questa evoluzione è rappresentato dal Regolamento (UE) 2023/1322, che ha istituito l'Agenzia dell'Unione europea sulle droghe – EUDA, subentrata all'European Monitoring Centre for Drugs and Drug Addiction – EMCDDA dal 2 luglio 2024.
Il nuovo mandato europeo è significativamente più ampio rispetto al precedente. L'EUDA è chiamata a sviluppare attività di monitoraggio, preparazione e risposta alle minacce connesse non soltanto alle nuove sostanze psicoattive, ma più complessivamente al fenomeno delle droghe, comprendendo aspetti sanitari, sociali, di sicurezza, mercati e offerta.
È tuttavia importante distinguere due strumenti europei.
L'Early Warning System – EWS sulle nuove sostanze psicoattive continua ad esistere e mantiene la propria specifica funzione di identificazione, valutazione e risposta alle NPS.
Accanto a esso, l'articolo 13 del Regolamento (UE) 2023/1322 ha introdotto il nuovo European Drug Alert System – EDAS, destinato alla gestione rapida delle minacce gravi correlate alle droghe in senso più ampio, indipendentemente dal fatto che si tratti necessariamente di una nuova sostanza psicoattiva.
È proprio questo ampliamento del quadro europeo che viene richiamato nelle premesse del D.P.C.M. 156/2026, dove si evidenzia che il Regolamento EUDA prevede la costituzione di un Sistema europeo di allerta sulle droghe – EDAS, complementare ai sistemi nazionali.
Da SNAP a NEWS-D
In tale nuovo scenario si colloca il passaggio dal precedente Sistema nazionale di allerta precoce – SNAP al Sistema nazionale di allerta rapida per le droghe – NEWS-D.
L'articolo 14-bis del D.P.R. 9 ottobre 1990, n. 309, introdotto dalla legge 30 dicembre 2024, n. 207 con decorrenza dal 1° gennaio 2025, ha formalizzato nel Testo Unico sugli stupefacenti il Sistema nazionale di allerta rapida per le droghe – NEWS-D, con l'esplicita finalità di dare attuazione operativa all'articolo 13 del Regolamento EUDA.
Questa disposizione non va quindi interpretata come nascita storica del Sistema nel 2025, ma come formalizzazione legislativa e ridefinizione del sistema nazionale preesistente, coerente con il nuovo assetto europeo.
La differenza di perimetro è significativa.
Il NEWS-D è finalizzato a individuare tempestivamente fenomeni potenzialmente pericolosi correlati sia alla comparsa di nuove sostanze psicoattive, sia al consumo di sostanze stupefacenti già vietate.
Il sistema nazionale non è pertanto più circoscritto alle sole NPS.
Quali sostanze rientrano oggi nel NEWS-D
Il D.P.C.M. 156/2026 individua un campo di osservazione ampio, che comprende:
- nuove sostanze psicoattive – NPS;
- precursori;
- sostanze a rischio;
- sostanze inserite nella lista di monitoraggio intensivo EUDA;
- sostanze stupefacenti già sottoposte a controllo, quando presentino caratteristiche o fenomeni rilevanti ai fini dell'allerta.
La formulazione «tutte le droghe» deve pertanto essere intesa in questo senso: il NEWS-D può oggi intervenire anche rispetto a sostanze stupefacenti già note e tabellate, e non esclusivamente rispetto a molecole nuove.
Ciò può avvenire, ad esempio, quando vengano rilevate anomalie nella composizione, associazioni con altre sostanze, adulteranti o sostanze da taglio pericolose, concentrazioni anomale, nuove modalità di assunzione o altri fenomeni emergenti contemplati dal Regolamento.
È significativo che il D.P.C.M. definisca le segnalazioni al NEWS-D includendo espressamente NPS, precursori, sostanze a rischio, sostanze sottoposte a monitoraggio intensivo e sostanze stupefacenti.
Una rete nazionale articolata su più competenze
Il NEWS-D opera attraverso una rete di centri collaborativi di primo e secondo livello.
I centri collaborativi di primo livello sono:
- Istituto Superiore di Sanità – ISS, riferimento per gli aspetti bio-tossicologici e chimico-tossicologici;
- Centri Antiveleni – CAV designati, per gli aspetti clinico-tossicologici;
- Direzione Centrale per i Servizi Antidroga – DCSA, presso il Dipartimento della pubblica sicurezza del Ministero dell'interno, per le funzioni di raccordo informativo con le Forze di polizia e per le informazioni derivanti dalle sostanze sequestrate.
La caratteristica fondamentale del modello è l'integrazione delle differenti competenze: dato analitico, quadro clinico, valutazione tossicologica e informazioni sulla diffusione del fenomeno concorrono congiuntamente alla valutazione del rischio.
Il ruolo del Dipartimento delle politiche contro la droga e le altre dipendenze
Il Dipartimento delle politiche contro la droga e le altre dipendenze della Presidenza del Consiglio dei ministri assicura il coordinamento istituzionale del NEWS-D.
Al Dipartimento compete inoltre l'approvazione dei documenti di output prima della loro diramazione.
Attraverso il Punto focale nazionale Reitox, il Dipartimento assicura il raccordo con EUDA e con gli altri sistemi europei, ricevendo le segnalazioni internazionali e mettendo a disposizione dell'Agenzia europea le informazioni nazionali validate.
Il ruolo dell'Istituto Superiore di Sanità
Il D.P.C.M. attribuisce formalmente all'Istituto Superiore di Sanità il ruolo di centro collaborativo di primo livello per gli aspetti bio-tossicologici e chimico-tossicologici.
Tra le funzioni previste rientrano:
- verifica e convalida dei dati e delle segnalazioni;
- valutazione bio-tossicologica e chimico-tossicologica;
- eventuale supporto alle analisi di conferma;
- collaborazione con CAV e DCSA nella valutazione complessiva del segnale;
- partecipazione alla scelta della tipologia di documento di output;
- acquisizione centralizzata e distribuzione degli standard analitici ai laboratori aderenti al NEWS-D;
- controlli a campione sui requisiti minimi dei laboratori previsti dal Regolamento.
È importante, nella comunicazione istituzionale, distinguere la titolarità normativa dall'organizzazione interna: il D.P.C.M. attribuisce le funzioni all'ISS, mentre nell'ambito dell'Istituto le attività del Sistema sono svolte attraverso il Centro Nazionale Dipendenze e Doping – CNDD.
L'ISS e la gestione operativa del NEWS-D
Particolare rilievo assume l'articolo 23.
Nelle more dell'individuazione del soggetto gestore secondo le modalità previste dall'articolo 11, il Dipartimento si avvale dell'Istituto Superiore di Sanità per la gestione del NEWS-D.
In questa fase l'ISS:
- coordina operativamente il NEWS-D e il flusso informativo;
- gestisce le fasi del processo di allerta;
- gestisce il dispositivo informatico dedicato;
- cura le mailing list dei centri collaborativi e dei destinatari;
- acquisisce e distribuisce le segnalazioni provenienti da EUDA;
- coordina operativamente dati e informazioni;
- elabora i documenti di output di propria competenza;
- li dirama dopo l'approvazione del Dipartimento;
- supporta il Punto focale nazionale nei rapporti informativi con EUDA;
- gestisce l'acquisizione e distribuzione degli standard analitici;
- predispone il contributo NEWS-D alla Relazione al Parlamento.
Il Regolamento precisa che, in tale veste, l'ISS agisce in nome e per conto del Dipartimento.
Il ruolo dei Centri Antiveleni
I Centri Antiveleni designati rappresentano il riferimento di primo livello per la componente clinico-tossicologica.
Devono garantire operatività 24 ore su 24, 7 giorni su 7, competenze specialistiche, capacità analitiche e supporto alla diagnosi e al trattamento delle intossicazioni.
Nell'ambito del NEWS-D partecipano alla:
- verifica delle segnalazioni cliniche;
- valutazione degli effetti sull'uomo;
- interpretazione dei casi di intossicazione;
- caratterizzazione della gravità clinica;
- valutazione congiunta con ISS e DCSA;
- scelta della tipologia di documento di output.
Il ruolo della DCSA e delle Forze di polizia
La Direzione Centrale per i Servizi Antidroga assicura il raccordo del NEWS-D con le Forze di polizia.
Riceve e integra dati relativi a sequestri e accertamenti tossicologici, informazioni sulla presenza e diffusione territoriale delle sostanze, precedenti identificazioni, modelli emergenti e informazioni provenienti dagli uffici antidroga all'estero.
La DCSA partecipa con ISS e CAV alla valutazione del rischio e provvede inoltre alla trasmissione dei documenti NEWS-D alle strutture delle Forze di polizia.
I centri collaborativi di secondo livello
I centri collaborativi di secondo livello costituiscono la rete attraverso cui vengono raccolti molti dei segnali provenienti dal territorio.
Possono comprendere, secondo quanto previsto dall'articolo 14-bis del D.P.R. 309/1990:
- istituti di medicina legale;
- laboratori universitari di tossicologia forense;
- amministrazioni centrali e periferiche competenti in materia di droga;
- strutture di emergenza;
- laboratori delle Forze di polizia;
- strutture pubbliche individuate dalla normativa;
- enti, agenzie, associazioni scientifiche e altri soggetti pubblici o privati operanti nel settore, quando individuati secondo i criteri previsti.
Dal segnale all'allerta
Il D.P.C.M. disciplina una sequenza operativa definita:
segnalazione → verifica → convalida → valutazione congiunta → scelta dell'output → elaborazione → approvazione del Dipartimento → diramazione → monitoraggio degli esiti.
Il valore del Sistema risiede proprio nell'integrazione tra le diverse informazioni disponibili.
Il semplice ritrovamento di una sostanza, infatti, non è sufficiente a definire automaticamente il livello di rischio: occorre considerare identificazione analitica, tossicità, quadro clinico, gravità degli eventi e caratteristiche della diffusione del fenomeno.
I documenti prodotti dal NEWS-D
Il Regolamento distingue:
Comunicazione EUDA, documento periodico e non urgente relativo alle informazioni provenienti dall'Agenzia europea;
Informativa, documento non urgente per la condivisione di informazioni rilevanti;
Informativa rapida, prevista in presenza di un rischio emergente che richiede una comunicazione tempestiva ma non l'attivazione del settore dell'urgenza;
Allerta, documento a carattere di urgenza rivolto ai centri collaborativi, al Servizio Sanitario Nazionale e agli altri destinatari individuati.
I tre gradi di allerta
Le allerte sono classificate secondo tre livelli:
Grado 1 – rischio potenziale, relativo a evidenze provenienti da casi clinici o forensi di intossicazione o decesso rilevati nell'Unione europea o a livello internazionale;
Grado 2 – rischio moderato, relativo a situazioni rilevate sul territorio nazionale associate a rischio di effetti temporanei o permanenti non letali;
Grado 3 – rischio elevato, relativo in particolare a decessi sul territorio nazionale o, anche in assenza di decessi, a fenomeni di intossicazione che per frequenza e gravità evidenzino un impatto significativo e crescente sulla salute pubblica.
Le denominazioni normative corrette sono quindi rischio potenziale, rischio moderato e rischio elevato.
Un sistema che conserva l'esperienza del passato ma amplia il proprio campo di azione
Il D.P.C.M. 156/2026 non segna dunque l'avvio di un nuovo sistema privo di precedenti, ma rappresenta il punto di arrivo di un percorso iniziato nel 2009 con il Sistema nazionale di allerta precoce – SNAP e progressivamente sviluppatosi attraverso il raccordo con il sistema europeo e con la rete nazionale dei centri collaborativi.
La trasformazione dell'EMCDDA in EUDA, il nuovo mandato conferito all'Agenzia e la creazione dell'European Drug Alert System – EDAS, complementare all'EWS specificamente dedicato alle NPS, hanno ampliato il paradigma europeo dell'early warning.
In coerenza con questa evoluzione, il NEWS-D estende oggi il proprio campo di osservazione oltre le sole nuove sostanze psicoattive, includendo anche sostanze stupefacenti già sottoposte a controllo, precursori, sostanze a rischio e altri fenomeni emergenti rilevanti per la salute pubblica.
Il D.P.C.M. 156/2026 fornisce ora a questo sistema un quadro regolamentare organico, definendo con precisione responsabilità, procedure, modalità di segnalazione e rapporti tra Dipartimento, ISS, Centri Antiveleni, DCSA, Forze di polizia, laboratori, centri collaborativi territoriali ed EUDA.
Per il Centro Nazionale Dipendenze e Doping dell'Istituto Superiore di Sanità, il nuovo Regolamento consolida quindi un'esperienza maturata nel tempo e rafforza il quadro entro il quale vengono svolte le attività scientifiche, analitiche e operative finalizzate alla tempestiva individuazione delle minacce droga-correlate e alla tutela della salute pubblica.
Fonte normativa primaria: Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 7 luglio 2026, n. 156, “Regolamento recante definizione dei compiti e dell'organizzazione del sistema nazionale di allerta rapida per le droghe (NEWS-D)”, Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana, Serie Generale n. 204 del 3 settembre 2026. Entrata in vigore: 18 settembre 2026.
DECRETO DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI 7 luglio 2026, n. 156
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