La salute in piscina, le FAQ
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A quali pericoli possiamo andare incontro quando andiamo in piscina?
I principali 'rischi di uso ricreativo dell'acqua' sono indicati espressamente dall'
Quali sono i principali patogeni con cui possiamo venire a contatto?
I virus, i batteri e i protozoi potenzialmente riscontrabili in piscina si dividono in 5 grandi gruppi: i virus enterici (che, come nel caso del virus dell'epatite A, si trasmettono per ingestione di materiale di origine fecale e acqua contaminata), i virus non enterici (trasmissibili per contatto con superfici infette, come il papilloma), i batteri non enterici (che vanno da quelli di origine ambientale trasmessi per inalazione, come la Legionella, a quelli per contatto con superfici infette, come i funghi, o trasmessi dai bagnanti, come gli stafilococchi), i batteri enterici (di origine fecale e trasmessi per ingestione, come la Salmonella) e i protozoi patogeni (di origine fecale e trasmessi per ingestione, come il Cryptosporidium, o per inalazione ambientale, come l'Acanthamoeba).
Quali precauzioni è utile prendere per evitare rischi di questo tipo?
L'uso obbligatorio di cuffie e la buona abitudine di fare la doccia prima di entrare in piscina è importante per la salute dei nuotatori. Certamente queste regole vanno associate a una buona igiene delle acque e a una corretta manutenzione dell'impianto sportivo. Devono però essere tenuti sotto controllo anche agenti di rischio come i trialometani (THMs), sottoprodotto che si formano quando il cloro in acqua reagisce con materia organica, come pelli, capelli, muco. Nel 2002 i ricercatori dell'Imperial University di Londra registrarono livelli di THMs nelle piscine della capitale superiori a quelli di acque di rubinetto responsabili di danni alla salute. I ricercatori indicavano che i THMs vengono ridotti dalla pulizia dei nuotatori (uso di cuffia, doccia prima di entrare in acqua).
Il cloro può nuocere alla salute?
Sì, gli effetti di una concentrazione eccessiva di cloro possono provocare tossicità se inalati in modo prolungato, come nel caso dei nuotatori dediti all'agonismo, del personale delle piscine, o dei bambini, che inalano di più per l'unità del peso corporeo rispetto alle persone mature. Nelle acque iper-clorurate, si possono registrare effetti anche sull'erosione dentale dello smalto. L'assorbimento maggiore di tossine avviene tuttavia più attraverso la pelle che per inalazione. Tuttavia la sola azione respiratoria è sufficiente a causare ipersensibilità o sintomi di asma per l'esposizione prolungata agli idrocarburi clorurati, per lo più nelle piscine coperte. Una recente ricerca britannica (giugno 2004) commissionata dalla Consumers Association all'inizio delle vacanze estive, su piscine di Maiorca e Corfù, ha individuato rischi per la salute anche nei livelli troppo elevati di cloro, responsabili di irritazioni agli occhi e alla pelle. Negli Usa i sistemi di trattamento dell'acqua con l'ozono, piuttosto che con il cloro, talora hanno alleviato i problemi respiratori riscontrati da frequentatori abituali delle strutture sportive, come allenatori e atleti.
Quali comportamenti sono più pericolosi in piscina?
Al primo posto tra i comportamenti a rischio vi è il consumo di alcol frequentemente associato a morte per annegamento o a episodi che si concludono con un salvataggio. Considerando, poi, la presenza di pavimenti sdrucciolevoli, è fortemente sconsigliato correre lungo il bordo della vasca o correre per tuffarsi, in quanto si potrebbe inciampare sul bordo. I pericoli derivanti da tuffi imprudenti, tuttavia, soprattutto da parte di bambini non addestrati, possono essere limitati dalla presenza di assistenti ai bagnanti.
Chi rischia di più?
In Italia, non esistono dati epidemiologici che fanno riferimento in modo specifico ad incidenti rilevati in impianti natatori. Ma è certo che i soggetti più a rischio sono i giovani in quanto spiccano per comportamenti pericolosi, da cui deriva loro, oltre al rischio di morire, anche quello di procurarsi gravi lesioni agli arti, alla testa o alla colonna vertebrale. I rischi a carico dei bambini, invece, sono limitati dal controllo degli adulti. In età più avanzata, infine, le morti per annegamento e gli incidenti sono per lo più dovuti a crisi cardiache.