Il management terapeutico della colecistite acuta
PRODUTTORE
SIC-Società Italiana di Chirurgia e SICE - Società Italiana di Chirurgia Endoscopica e nuove tecnologie
Abstract
La fibromialgia
La colecistite acuta su base calcolotica (ACC) rappresenta un rilevante problema di sanità pubblica, in considerazione della sua prevalenza, della variabilità della sua gestione in Italia (e nel mondo), e dei costi elevati di questa tipologia di interventi per impatto organizzativo e tecnologico. Essa rappresenta una delle principali cause di accesso alle cure chirurgiche in regime di urgenza/emergenza e può costituire una condizione determinante significativa morbidità e mortalità. Sono numerose le testimonianze di questa importante variabilità della pratica professionale, riguardante, ad esempio, il migliore approccio chirurgico, emergendo da recenti analisi come, nonostante la comprovata sicurezza dell’intervento laparoscopico, molti pazienti siano ancora sottoposti ad intervento laparotomico. Le più recenti controversie in ambito terapeutico hanno riguardato inoltre la tempistica dell’intervento chirurgico (precoce o tardiva) e l’adeguatezza dell’intervento chirurgico come primo approccio alla patologia stessa, considerando anche la disponibilità di opzioni terapeutiche alternative, come il trattamento non operativo ed il drenaggio percutaneo.
I motivi brevemente descritti testimoniano la necessità di una Linea Guida su questo argomento. Una nuova revisione sistematica delle evidenze disponibili potrebbe contribuire a ridurre le attuali incertezze cliniche, promuovendo una maggiore uniformità nelle pratiche professionali o, quantomeno, offrendo un inquadramento della loro variabilità che consenta un approccio terapeutico più personalizzato, fondato sulle migliori evidenze disponibili e compatibile con le risorse effettivamente presenti.
La presente Linea Guida si propone di:
- migliorare e standardizzare la pratica clinica del trattamento chirurgico della colecistite acuta a livello nazionale, indicando ai professionisti le modalità di trattamento più efficaci e sicure, e contribuendo alla riduzione della variabilità delle pratiche cliniche nel nostro Paese;
- offrire ai pazienti la possibilità di accedere a percorsi terapeutici ottimizzati e personalizzati;
- fornire ai decisori e agli operatori sanitari una base di riferimento fondata sulle migliori evidenze scientifiche disponibili.
Numero di raccomandazioni elaborate: 8
