TEMA

Salute Mentale

Salute mentale

L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) stabilisce il ruolo essenziale della salute mentale per la realizzazione sociale dell’individuo e del suo stato di salute complessivo. Evidenze indicano che i disturbi mentali, già oggi una delle principali fonti di sofferenza e disabilità nel mondo, sono in progressivo aumento.

Per la loro complessa eziopatogenesi che coinvolge oltre a quello nervoso altri sistemi fisiologici e la loro cronicità, i disturbi mentali richiedono un approccio multidisciplinare che affianchi alla ricerca clinica l’indagine sui fattori biologici e psicosociali che concorrono alla vulnerabilità e alla capacità di un individuo di far fronte (resilienza) a tali patologie. A tal fine l’Istituto Superiore di Sanità (ISS) promuove la ricerca e la sua applicazione con particolare attenzione alle fasi di particolare criticità come quelle perinatale, l’infanzia, l’adolescenza e la senescenza. Le condizioni e le malattie studiate includono i disturbi del neurosviluppo, la depressione, le sindromi ansiose, i disturbi ossessivo-compulsivi, emozionali, cognitivi, mnemonici e psicosomatici, anche correlati allo stress.

L’approccio dell’ISS è interdisciplinare e coinvolge psichiatria, neuroscienze, epidemiologia, psicologia clinica, etologia, psicobiologia, psicofarmacologia e genetica. Vengono studiate le interazioni tra fattori biologici, comportamentali, sociali e ambientali sia nella genesi, sia nella protezione dei disturbi mentali avvalendosi di modelli sperimentali, studi clinici, coorti di nascita, popolazioni seguite nel tempo (per identificare i fattori di rischio di sviluppare un disturbo mentale) e gemelli. Vengono sviluppate e validate terapie innovative con particolare riferimento agli approcci psicoterapeutici e riabilitativi e alla loro integrazione con il trattamento farmacologico. Vengono attuati interventi di promozione della salute mentale nella scuola e nei luoghi di lavoro e studi sui servizi per migliorare l'accesso e la qualità delle cure.



Differenze di genere e salute nei caregiver familiari

Studio pilota: “Differenze di genere nello stato di salute di due popolazioni di Caregiver familiari”, approvato dal Comitato Etico ISS il 28/06/2021.

Con il termine "Caregiver" familiari si intendono tutti i familiari che, in maniera gratuita e continuativa nel tempo, si prendono cura di un loro congiunto malato e/o disabile non autosufficiente. In Italia non si ha un dato ufficiale sul loro numero, ma una indagine multiscopo su campione dell’ISTAT, nel 2018 ha riportato una percentuale pari a circa l’8% della popolazione nazionale. Così come nel resto del mondo, anche in Italia è la donna ad assumersi maggiormente il ruolo di Caregiver familiare (fino a circa il 75%). Di solito sono donne di età compresa tra 45 e 64 anni, che svolgono anche un lavoro fuori casa o che nella maggioranza dei casi hanno abbandonato la propria attività lavorativa per dedicarsi, a tempo pieno, alla cura.

Il Centro di Riferimento per la Medicina di Genere, sta effettuando, nel biennio 2021-2022, uno studio pilota dal titolo: “Differenze di genere nello stato di salute di due popolazioni di Caregiver familiari”, con l’obiettivo principale di ricercare: 

  • se il ruolo di Caregiver familiare possa, in alcuni casi, far aumentare il rischio di sviluppare determinate patologie rispetto alla popolazione generale 
  • se esistano differenze genere-specifiche

A tal fine, è in corso il reclutamento dei Caregiver familiari tramite le associazioni di pazienti e loro familiari e i centri medici partecipanti allo studio, su tutto il territorio nazionale. Ai Caregiver familiari viene chiesto di compilare un questionario on line volto a misurare alcuni determinanti di salute sia mentale (depressione, ansia, stress) che fisica (percezione dello stato di salute e dati soggettivi riguardanti la presenza di determinate patologie da quando è iniziata l’attività di cura). I Caregiver familiari che rientrano nel criterio di inclusione di questo studio pilota, sono coloro che si prendono cura di familiari con demenza e/o malattia di Alzheimer o di familiari con disturbo del neurosviluppo e/o autismo.  

I risultati attesi dallo studio pilota sono:

  • valutazione dello stato di salute dei Caregiver familiari appartenenti ai due gruppi: demenze/ Alzheimer e disturbi del neurosviluppo/autismo e differenze fra loro e rispetto alla popolazione generale
  • valutazione delle differenze genere-specifiche sullo stato di salute dei due gruppi di Caregiver familiari
  • comunicazione dei risultati dello studio ai decisori delle politiche socio-sanitarie regionali, al fine di prevedere in futuro percorsi sanitari standardizzati che tengano conto dei potenziali rischi collegati alla figura del “Caregiver” e anche al fine di poter dare indicazioni utili alla creazione di percorsi di prevenzione ad hoc

 


Dipartimenti/Centri/Servizi

Centro di riferimento per la medicina di genere

Target

Operatore Sanitario Operatore dell'informazione

Tematica

Genere e salute Fisiologia, patologia Malattie neurodegenerative demenze Salute Mentale