Gestione clinico-terapeutica della vulvodinia e della neuropatia del pudendo-RBPCA IN PROGRESS
Produttori
SIGO - SOCIETA' ITALIANA DI GINECOLOGIA E OSTETRICIA (capofila)
SOGGETTI COLLABORATORI:
SIAARTI( Società italiana di anestesia, analgesia, rianimazione e terapia intensiva)
A.I.FI. (Associazione Italiana di Fisioterapia)
SISOGN (Società Italiana di Scienze Ostetrico - Ginecologico - Neonatali)
AIUG (Società Italiana di Uroginecologia)
FISS (Federazione Italiana di Sessuologia Scientifica)
Fondazione Alessandra Graziottin per la cura del dolore nella donna- onlus
Associazione Italiana Vulvodinia (AIV) ETS
Associazione vulvodinia e neuropatia del pudendo – ETS
Abstract
La vulvodinia è una sindrome che coinvolge le terminazioni nervose dei genitali esterni femminili, creando dolore e/o bruciore spontaneo o provocato, con grande disagio nella quotidianità (mantenere la posizione seduta, camminare, indossare indumenti aderenti, andare in bicicletta, fare attività fisica, etc.) e nel rapporto di coppia (rapporti sessuali dolorosi), ed è sovente associata a problemi urinari, intestinali e/o muscolo-scheletrici. Pertanto, ha un impatto invalidante sulla vita relazionale e sociale della persona e sulla sua capacità produttiva, che può essere temporaneamente o permanentemente compromessa in modo parziale o totale. Malgrado sia poco conosciuta dallo stesso personale medico-sanitario, non si tratta di una malattia rara: una recente revisione della letteratura scientifica fissa la prevalenza della malattia al 12-16 % della popolazione. L’assenza di “apparenti” alterazioni visive, associata alla limitata conoscenza della sindrome da parte degli operatori sanitari, rende ragione del grave ritardo diagnostico, aggravato dal considerare molte pazienti come ipocondriache o affette da problematiche psicologiche o psicosomatiche. Oggi esistono numerose terapie efficaci per guarire o contenere la sintomatologia data dalla vulvodinia. Non esiste un approccio terapeutico standardizzato, ma più strategie di cura devono essere personalizzate attraverso uno schema multimodale, che può includere: terapia farmacologica (farmaci per il dolore neuropatico o terapia del dolore), riabilitazione del pavimento pelvico tramite fisioterapia, farmaci non convenzionali, terapie antalgiche, integratori, dieta specifica ed un percorso psicoterapeutico e/o sessuologico. Si evidenzia che, ad oggi, purtroppo, sono pochi i medici in Italia che trattano la vulvodinia perché di norma non viene inserita nei piani di studio delle Facoltà di Medicina e nelle Scuole di Specializzazione competenti. Le raccomandazioni hanno finalità di fornire uno strumento adeguato, competente e rigorosamente redatto in relazione ai numerosi dati di letteratura presenti, per guidare il clinico nell’inquadramento e nella gestione terapeutica della malattia.
