Metodi di screening fotografico della retinopatia diabetica
PRODUTTORI
ENTE CAPOFILA
Organismo Toscano per il Governo Clinico (OTGC)
SOGGETTI COLLABORATORI
SISO-Società Italiana di Scienze Oftalmologiche; AIMO-Associazione Italiana Medici Oculisti; SID-Società Italiana di Diabetologia; SIMG-Società Italiana dei Medici di Medicina Generale e delle Cure Primarie; GIVRE-Gruppo Italiano di Chirurgia Vitreoretinica; AIOrAO-Associazione Italiana Ortottisti Assistenti di Oftalmologia; Associazione Pazienti Malattie Oculari; Comitato Macula.
Abstract
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Background La retinopatia diabetica (RD) costituisce la principale complicanza microvascolare del diabete ed è presente in circa un terzo delle persone con diabete. Le forme di retinopatia diabetica che minacciano la vista (vision-threatening diabetic retinopathy, VTDR), incluso l’edema maculare diabetico, interessano circa un soggetto diabetico su dieci e rappresentano una delle principali cause di riduzione visiva e cecità prevenibile nella popolazione in età lavorativa. L’edema maculare diabetico, in particolare, è la causa più frequente di perdita visiva associata alla RD e la sua prevalenza aumenta con la durata della malattia e con la severità della retinopatia. L’incremento della prevalenza del diabete, il progressivo invecchiamento della popolazione e i cambiamenti negli stili di vita determineranno un aumento significativo del burden della retinopatia diabetica nei prossimi decenni. Si stima che entro il 2045 oltre 160 milioni di persone nel mondo saranno affette da RD. La retinopatia diabetica è tuttavia una complicanza in larga misura prevenibile. La diagnosi precoce, il monitoraggio regolare e l’implementazione di programmi di screening efficaci su larga scala rappresentano strategie fondamentali per ridurne la prevalenza e prevenire la perdita visiva. Programmi di screening organizzato della RD sono attivi da anni in diversi Paesi, come il Regno Unito, dove hanno dimostrato una significativa riduzione dell’incidenza delle forme severe di malattia.In Italia non è attualmente implementato un programma nazionale strutturato e uniforme di screening per la retinopatia diabetica, risultando l’offerta demandata a iniziative regionali o locali. Lo screening è prevalentemente affidato alla visita oculistica programmata, ma solo una parte dei soggetti con diabete esegue un esame annuale del fondo oculare. Considerata la continua crescita del numero di persone con diabete, risulta pertanto indispensabile valutare modelli alternativi e sostenibili di screening organizzato. Lo screening fotografico del fundus oculi con valutazione in telemedicina rappresenta oggi l’approccio più diffuso a livello internazionale. Tale strategia, eseguita come intervento autonomo o integrata con la valutazione dell’acuità visiva e, in contesti più avanzati, con la tomografia a coerenza ottica (OCT), svolge una funzione di triage, con l’obiettivo di ridurre il ricorso alla visita oculistica specialistica di secondo livello. Questo approccio consente di aumentare la copertura dello screening e di ottimizzare l’utilizzo delle risorse specialistiche. Anche i nuovi Livelli Essenziali di Assistenza (LEA) favoriscono l’impiego della retinografia rispetto all’esame diretto del fondo oculare. La modalità più semplice e diffusa di screening fotografico è la retinografia non midriatica a singolo campo, eseguibile anche da personale sanitario non specialistico. La dilatazione pupillare può migliorare la qualità delle immagini, ma nel contesto italiano richiede la presenza di personale medico per l’instillazione del collirio midriatico ed è associata, seppur raramente, a eventi avversi quali l’aumento della pressione intraoculare. Ulteriori variabili rilevanti includono il numero di campi fotografici acquisiti, il coinvolgimento di personale tecnico specialistico (ad esempio ortottisti) e le caratteristiche tecnologiche delle apparecchiature utilizzate. Alla luce di tali considerazioni, emerge la necessità di una linea guida che supporti decisori, clinici e professionisti sanitari nell’identificazione delle modalità più appropriate ed efficaci di screening fotografico della retinopatia diabetica in contesti non oculistici. Obiettivi della linea guida e benefici attesi L’obiettivo generale della presente linea guida è identificare il metodo più appropriato per lo screening fotografico della retinopatia diabetica in setting non oculistici, sulla base delle migliori evidenze scientifiche disponibili. Il beneficio atteso è il miglioramento della diagnosi precoce della retinopatia diabetica e delle sue forme che compromettono la vista, attraverso l’adozione di strategie di screening efficaci, sostenibili e applicabili su larga scala, con conseguente riduzione del rischio di perdita visiva, ottimizzazione dell’accesso alle cure specialistiche e uso più efficiente delle risorse sanitarie. Popolazione target La linea guida si applica a persone adulte, di entrambi i sessi, affette da diabete di tipo 1 e 2, indipendentemente dalla durata della malattia, che siano candidate a programmi di screening per la retinopatia diabetica. .
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Data di presentazione
15 giugno 2026
Data di accettazione
15 giugno 2026
