Care4Diabetes, ad Atene l’evento conclusivo della Joint Action per la riduzione del carico delle complicanze del diabete

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Care4Diabetes, ad Atene l’evento conclusivo della Joint Action per la riduzione del carico delle complicanze del diabete
Tra i Paesi partecipanti anche l’Italia con il programma CARE4DIABETES Italia
Si è tenuto gli scorsi 19 e 20 gennaio ad Atene l’evento conclusivo del progetto CARE4DIABETES (C4D, https://c4djointaction.eu/, finanziamento EU GA 101082427, 2023-2026), Joint Action europea dedicata alla riduzione del carico delle complicanze del diabete di tipo 2, che ha visto l’Italia tra i Paesi coinvolti.
La Joint Action, avviata nel 2023, ha coinvolto 12 Paesi europei, con altrettanti partner nazionali, 17 affiliated entities e un associated partner. La branca italiana dello studio, C4D-Italia (https://c4d.iss.it/), è stata guidata dall’Istituto Superiore di Sanità, e attuata insieme all’Asl Roma2, alla Fondazione Policlinico Universitario “A. Gemelli” e all’Azienda Ospedaliero-Universitaria Pisana.
Nel corso della conferenza conclusiva del 19 gennaio si sono riuniti i rappresentanti delle autorità sanitarie nazionali e regionali dei Paesi coinvolti, delle istituzioni dell'UE, delle organizzazioni internazionali, degli operatori sanitari e dei partner del progetto per presentare i risultati e discutere in che modo gli interventi basati sullo stile di vita possano trasformare la cura del diabete di tipo 2 in tutta Europa.
CARE4DIABETES ha posto infatti l’accento sul miglioramento degli stili di vita - soprattutto in relazione a nutrizione, esercizio fisico, stress e qualità del sonno - per una migliore gestione del diabete di tipo 2 e delle sue complicanze, attraverso un programma di educazione del paziente finalizzato a sviluppare consapevolezza della malattia e diventare parte attiva nella sua gestione.
Il programma italiano C4D-Italia, oltre ad adottare e adattare la best practice europea Reverse Diabetes 2 Now della ONG olandese Voeding Leeft (https://voedingleeft.nl/keer-diabetes-om/Reverse-Diabetes2-Now) , ha visto una specifica attenzione alle complicanze a carico degli arti inferiori. Attraverso una piattaforma digitale e una serie di incontri in presenza e online, i partecipanti del programma italiano (59 adulti con diabete di tipo 2, tra i 40 e i 70 anni) sono stati seguiti da un team multidisciplinare di diabetologi, podologi, nutrizionisti, psicoterapeuti, preparatori atletici, riportando risultati incoraggianti in termini di coinvolgimento e di miglioramento del benessere percepito.
Sono state osservati inoltre una riduzione dell’emoglobina glicata, della terapia, del peso e della circonferenza vita, del consumo di cibi industriali e di carni rosse, e un aumento dell’attività fisica, del consumo di alimenti integrali e di alimenti vegetali, e della percezione dello stato di salute. Rispetto alla complicanza del piede diabetico, infine, nessun partecipante ha sviluppato una nuova ulcera agli arti inferiori, e la percentuale di recidive è rimasta ben al di sotto di quanto riportato in studi precedenti.
Il 20 gennaio si è poi svolta l’assemblea generale conclusiva, in cui i partner si sono confrontati anche sulla gestione del progetto, discutendo con il project officer per delineare le strategie per la conclusione del progetto e prestando particolare cura al piano di sostenibilità per i programmi futuri.
Tra gli sviluppi previsti al termine di C4D-Italia, è già in corso il programma c4di+. Sviluppato nell’ambito della Joint Action JACARDI coordinata dall’ISS, c4di+ proverà a dimostrare l’utilità e l’inclusività della buona pratica adottata in C4D, oltre che per gli adulti come in C4D-Italia anche in relazione a popolazioni più fragili, tra cui adolescenti, anziani e migranti.