Giornata nazionale contro la violenza sugli operatori sanitari, l’Iss impegnato con il progetto europeo BRAVE-WOW

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Giornata nazionale contro la violenza sugli operatori sanitari, l’Iss impegnato con il progetto europeo BRAVE-WOW
Il 12 marzo si celebra la Giornata nazionale dell’educazione e della prevenzione contro la violenza sugli operatori sanitari e socio-sanitari, istituita in Italia con la Legge n. 113/2020 e celebrata in concomitanza con la giornata europea dedicata alla sensibilizzazione su questo tema.
In questa occasione, il team italiano del progetto europeo BRAVE-WOW richiama l’attenzione sull’importanza di prevenire e contrastare la violenza nei luoghi di lavoro sanitari, in particolare quella di genere, attraverso ricerca scientifica, raccolta di dati e sviluppo di strategie di prevenzione.
In Italia il progetto coinvolge diversi partner istituzionali: l’Istituto Superiore di Sanità (ISS), che coordina il progetto pilota nazionale, l’INAIL, responsabile dell’analisi comparativa delle politiche nazionali ed europee e delle attività di disseminazione, la Fondazione RIGEL, impegnata nelle attività di promozione della parità di genere e prevenzione della violenza sul lavoro e l’ISRAA di Treviso, che coordina focus group e tavoli di confronto con gli stakeholder del settore socio-sanitario.
Un fenomeno ancora diffuso
La violenza contro il personale sanitario rappresenta un problema rilevante per il sistema sanitario.
Secondo l’OMS, oltre il 30% delle donne ha subito forme di violenza o molestie sul luogo di lavoro. In alcuni contesti ospedalieri europei, la prevalenza supera il 40%. La violenza di genere sul lavoro non danneggia solo i professionisti coinvolti: incide sull’assenteismo, sul turnover, sulla qualità delle cure e sull'efficienza organizzativa.
Per contribuire ad affrontare questo problema è stato avviato il progetto europeo BRAVE-WOW (Building Respectful and Violence-free Gender-inclusive Environments in the World of Work), finanziato dall’Unione Europea nell’ambito del programma CERV- Citizens, Equality, Rights and Values.
Il progetto, coordinato dalla Università di Coimbra, è iniziato a maggio 2025 e ha una durata di 30 mesi. Coinvolge quattro Paesi europei: Portogallo, Italia, Spagna e Slovenia.
L’obiettivo è migliorare la conoscenza della violenza e delle molestie di genere nei luoghi di lavoro, con particolare attenzione al settore sanitario, e sviluppare strumenti utili per prevenirle.
“Questo progetto – afferma Simona Gaudi responsabile scientifico - rappresenta un passo importante per valutare l’efficacia delle misure adottate finora e rafforzare un approccio multidisciplinare al contrasto di una violenza che da troppo tempo colpisce gli operatori sanitari, professionisti essenziali per il funzionamento e la sostenibilità del nostro Servizio sanitario nazionale”.
Le attività del progetto
Il progetto si sviluppa in due fasi principali.
Prima fase – raccolta e analisi dei dati Saranno utilizzati due questionari innovativi – il Gender Based Violence at Work Questionnaire
(GBVW_Q) e il Decent Work Questionnaire (DW_Q) – per analizzare la diffusione del fenomeno e le condizioni di lavoro. I questionari saranno somministrati in almeno otto ospedali italiani, selezionati per rappresentare diverse realtà territoriali e organizzative.
Seconda fase – sviluppo di strategie di prevenzione I dati raccolti saranno utilizzati per elaborare strategie di prevenzione e strumenti di supporto, rivolti sia alle vittime sia alle organizzazioni sanitarie. L’analisi dei dati sarà supportata anche da strumenti di intelligenza artificiale, utili per individuare modelli e tendenze del fenomeno.