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COVID-19: i primi 6 mesi di sorveglianza ambientale del SARS-CoV2 raccontano l’evolversi dell’epidemia in Italia

ISS, 14 aprile 2022 - Dal 1° Ottobre 2021 è attivo il sistema nazionale di sorveglianza ambientale del SARS-CoV-2. Tale sistema, coordinato dall’Istituto Superiore di Sanità, vede coinvolte 19 Regioni e Province Autonome, circa 40 laboratori (SNPA-ARPA, IZS, Università, centri di ricerca, gestori idropotabili) monitorando oltre 150 impianti di depurazione in tutta Italia. I primi sei mesi di attività hanno visto la strutturazione della rete nazionale, la condivisione di metodiche armonizzate, e l’implementazione di un database dinamico nazionale (dashboard) per inserimento, gestione, analisi e visualizzazione dei dati da parte delle Autorità sanitarie nazionali e regionali.  

I dati di concentrazione del SARS-CoV-2, ottenuti su circa 4000 campioni di reflui urbani prelevati in tutta Italia, hanno mostrato variazioni significative nell’arco dei primi 6 mesi di sorveglianza, mostrando due picchi caratterizzati da notevole e rapida crescita, uno maggiore a gennaio e uno minore a marzo, in corrispondenza delle due ondate di diffusione della variante Omicron documentate negli stessi mesi, confermando la capacità del monitoraggio sulle acque reflue di descrivere l'evoluzione dell'epidemia di SARS-CoV-2 nei territori.  

La rete di sorveglianza ambientale territoriale, che al momento copre quasi l’intero territorio nazionale, si sta confermando come utile strumento integrativo di sorveglianza epidemiologica, offrendo la possibilità di studiare ed individuare in modo aggregato, rapido, ed economico la presenza del SARS-CoV-2 nella popolazione e, in associazione con le periodiche “flash-survey”, di identificare efficacemente la comparsa e i trend di diffusione delle varianti del virus in Italia.

Nel breve periodo si sta completando l’applicazione pilota del sistema con l’obiettivo di integrare le evidenze fornite dalla sorveglianza epidemiologica ambientale con la sorveglianza epidemiologica sulla popolazione, e sviluppare a regime il nuovo approccio nelle successive fasi dell’emergenza per predire l’andamento epidemico e fornire elementi utili per adeguate misure di controllo e sorveglianza sanitaria.


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