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Giornata mondiale senza tabacco 2026: Meno sigarette tradizionali, ma cresce l'uso dei nuovi prodotti con nicotina

In occasione della Giornata mondiale senza tabacco, che ricorre il 31 maggio, sono stati diffusi questa mattina, durante il XXVIII Convegno Nazionale “Tabagismo e Servizio Sanitario Nazionale”, i nuovi dati nazionali sul consumo di tabacco e nicotina nel nostro Paese.

L'incontro si è svolto presso l' Istituto Superiore di Sanità , nell'Aula Pocchiari della sede di Viale Regina Elena 299, a Roma.

I dati presentati dall'Istituto Superiore di Sanità delineano uno scenario in cambiamento. Da una parte si osserva una progressiva riduzione dell'uso esclusivo delle sigarette tradizionali; dall'altro, il consumo complessivo di prodotti contenenti nicotina rimane sostanzialmente stabile.

Questo andamento è legato soprattutto alla crescente diffusione di sigarette elettroniche, prodotti a tabacco riscaldato e nuovi dispositivi o prodotti, come le bustine contenenti nicotina.

Una particolare attenzione viene rivolta ai giovani, agli adolescenti e alle ragazze, che risultano oggi tra i gruppi maggiormente coinvolti dai nuovi comportamenti di consumo.

In Italia, dunque, si fuma meno tabacco tradizionale rispetto al passato, ma ciò non corrisponde a una reale segnalata dell'esposizione complessiva alla nicotina.

L'affermazione di prodotti alternativi, come le sigarette elettroniche, i prodotti a tabacco riscaldato e le bustine con nicotina, sta infatti modificando le abitudini di consumo, soprattutto tra adolescenti, giovani adulti e donne.

Tra gli adulti di età compresa tra i 18 ei 69 anni, l'uso esclusivo delle sigarette tradizionali è diminuito in modo significativo, passando dal 30% nel 2008 al 18% nel 2025 .

Tuttavia, se si considera l'intero insieme dei prodotti contenenti nicotina — sigarette tradizionali, sigarette elettroniche e prodotti a tabacco riscaldato — la riduzione risulta molto più limitata: dal 30% al 27% .

Questo indica che il calore del fumo tradizionale viene in parte compensato dal ricorso ad altri prodotti, spesso percepiti come più innovativi o meno dannosi, ma comunque in grado di mantenere, favorendo o rafforzare la dipendenza da nicotina.