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I risultati del progetto Secov+, aumentata la capacità di sorveglianza genomica e di elaborazione dei dati sui virus respiratori del network di laboratori italiani

Un maggiore raggiungimento degli standard di qualità da parte dei laboratori del network, l’apertura al sequenziamento di nuovi agenti infettivi oltre al Sars-Cov-2 come Rsv e influenza, migliori stime della trasmissibilità dei virus grazie a nuovi modelli matematici. Sono alcuni dei risultati raggiunti dal progetto europeo “Enhancing whole genome sequencing (WGS), national infrastructures and capacities for COVID-19 and surveillance of other respiratory viruses in Italy” (SeCOV+), che si è appena concluso.  

Il progetto, durato due anni, è stato portato avanti grazie al co-finanziamento di circa 3 milioni di euro da parte della Commissione Europea tramite il programma EU for Health (EU4H). I principali risultati ottenuti sono stati illustrati durante il meeting finale, che si è tenuto nella sede dell'Iss, e riassunti in un video diffuso sui canali social dell'Istituto: tra questi, sono stati definiti i criteri di valutazione per le attività di sequenziamento portate avanti dal network, la piattaforma per la gestione dei dati è stata potenziata, sono state riviste le strategie di sequenziamento ed è stato condotto un assessment delle capacità attuali dei laboratori di sequenziare i virus Sars-Cov-2, influenza e RSV. E’ stata condotta anche una analisi sulla sostenibilità a lungo termine del network di laboratori, e sono stati sviluppati dei nuovi modelli matematici per predire l’impatto di nuove varianti sull’epidemiologia del Sars-CoV-2.

 

“L’impatto del progetto sul network di laboratori in tutte e 21 le Regioni e provincie autonome italiane è stato molto importante – ha spiegato Paola Stefanelli, coordinatrice del progetto –. E’ aumentata la capacità di sorveglianza genomica e di analisi dei dati, anche attraverso l’integrazione dei settori della genomica, dell’epidemiologia e dell’ambiente. La gran parte dei laboratori del network inoltre ha raggiunto gli standard di qualità necessari”.  


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2026