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Intelligenza artificiale generativa e benessere piscologico: le otto raccomandazioni dell’American Psychological Association

Secondo un recente studio dell’American Psychological Association (2025), l’intelligenza artificiale generativa sta trasformando le modalità con cui milioni di persone cercano supporto psicologico. Chatbot e applicazioni digitali, sempre più accessibili e a basso costo, si stanno diffondendo in risposta a una crescente domanda di assistenza, aggravata dalla carenza di professionisti e dalle disuguaglianze nell’accesso ai servizi di salute mentale. 

Tuttavia, avverte lo studio, questa espansione avviene spesso senza un’adeguata validazione scientifica e in assenza di quadri regolatori, sollevando interrogativi sulla sicurezza, sull'efficacia e sull'appropriatezza clinica. Si evidenziano inoltre rischi legati alla presenza di bias e alla possibile diffusione di informazioni non accurate, così come la difficoltà nel gestire la complessità della valutazione clinica. 

Ulteriori aspetti critici includono il potenziale sviluppo di forme di dipendenza e le problematiche connesse alla tutela dei dati personali. 
Lo studio raccomanda una particolare attenzione alle popolazioni vulnerabili, per le quali l’utilizzo di tali tecnologie può contribuire ad amplificare le condizioni di rischio psicologico.

Il documento, quindi, individua otto ambiti di raccomandazione rivolti a diversi stakeholder, tra cui utenti, clinici, educatori, sviluppatori, ricercatori e decisori politici. 

Tali raccomandazioni includono: 
•    l’uso delle tecnologie come supporto e non sostituzione della cura; 
•    la prevenzione di relazioni disfunzionali e dipendenze; 
•    la tutela della privacy e dei dati;
•     la riduzione di disinformazione, bias ed efficacia apparente; 
•    la protezione delle popolazioni vulnerabili; 
•    la promozione dell’alfabetizzazione digitale; 
•    il rafforzamento della ricerca scientifica; 
•     la necessità di affrontare le criticità sistemiche dell’accesso ai servizi di salute mentale.

Queste raccomandazioni possono essere ricondotte a quattro macroaree principali: uso appropriato delle tecnologie, gestione dei rischi, protezione dei dati e delle vulnerabilità, e sviluppo di governance e ricerca. 
A supporto, la Tabella 1 sintetizza le aree di intervento in relazione ai diversi stakeholder, evidenziando la natura intersettoriale e multilivello delle azioni richieste. 
Infine, il documento sottolinea la necessità di orientare la ricerca futura sul ruolo appropriato dell’intelligenza artificiale nei diversi percorsi di cura sotto la supervisione di un professionista, evitando utilizzi sostitutivi e promuovendo interventi orientati alla sicurezza e alla tutela della salute pubblica.