Dalle evidenze alle decisioni: Il 14 e 15 luglio l’ISS ha ospitato il workshop JACARDI “Science to Policy”

UFFICIO STAMPA
Dalle evidenze alle decisioni: Il 14 e 15 luglio l’ISS ha ospitato il workshop JACARDI “Science to Policy”
Come si trasformano i dati e le evidenze prodotti da un progetto in decisioni concrete? E come si può fare in modo che un intervento pilota efficace venga integrato nei servizi e nelle politiche sanitarie, senza rimanere un’esperienza isolata?
Produrre risultati scientificamente solidi, infatti, non è sufficiente: per generare un impatto duraturo, le evidenze devono essere comunicate in modo chiaro, rispondere ai bisogni dei decisori e tradursi in azioni sostenibili e applicabili nei sistemi sanitari.
JACARDI, Joint Action europea coordinata dall’ISS, coinvolge partner di diversi Paesi con il fine di contribuire alla prevenzione e gestione delle principali malattie croniche non trasmissibili, in particolare malattie cardiovascolari e diabete. Il workshop si è rivolto ai 35 team italiani impegnati nei progetti pilota della Joint Action, ovvero iniziative operative sviluppate per sperimentare interventi, strumenti e approcci in diversi contesti territoriali.
Il valore di questi interventi, tuttavia, non dipende soltanto dai risultati raggiunti durante il progetto, ma anche dalla possibilità che gli approcci più efficaci vengano mantenuti nel tempo, trasferiti ad altri contesti, ampliati e integrati nelle attività ordinarie dei servizi e delle istituzioni.
L’attività formativa, basata sull’approccio “Evidence for Policy Programme” del Joint Research Centre (JRC) della Commissione Europea, ha avuto l’obiettivo di migliorare la capacità dei partecipanti di individuare gli elementi dei propri risultati maggiormente rilevanti per le politiche e di tradurli in messaggi chiari, mirati e orientati all’azione. I partecipanti hanno lavorato sull’identificazione dei decisori e degli stakeholder da coinvolgere, sulla comprensione dei loro bisogni e priorità e sulla scelta delle strategie, dei linguaggi e dei canali di comunicazione più appropriati. L’obiettivo non è stato soltanto quello di comprendere come “presentare i dati”, ma anche come renderli comprensibili e utilizzabili da chi è chiamato ad assumere decisioni.
Il workshop ha approfondito inoltre il funzionamento dei processi decisionali e i diversi fattori che possono favorire o ostacolare l’utilizzo delle evidenze scientifiche, tra cui le priorità istituzionali, le risorse disponibili, gli interessi degli stakeholder, la fattibilità degli interventi e le opportunità di cambiamento.
Nel corso delle due giornate, il workshop ha combinato brevi lezioni frontali, esercitazioni pratiche, simulazioni e attività di role-play basate su casi pilota reali. Questo ha permesso ai partecipanti di applicare immediatamente i contenuti formativi alle evidenze, agli stakeholder e alle concrete sfide di sostenibilità dei propri interventi. La formazione è stata condotta da tre coppie di formatori del consorzio JACARDI, a loro volta formati da esperti del JRC secondo un approccio “train-the-trainers”, in linea con metodologie e buone pratiche consolidate a livello europeo. Questo modello consente non solo di trasferire conoscenze e strumenti, ma anche di costruire competenze interne al consorzio che potranno essere condivise e riutilizzate in altri Paesi, progetti e ambiti di intervento.
L’iniziativa si inserisce nel più ampio impegno di JACARDI volto a promuovere il dialogo tra ricerca, istituzioni e politiche sanitarie, sostenendo la capacità dei partner di trasformare evidenze e risultati progettuali in interventi di sanità pubblica efficaci, sostenibili e trasferibili anche in altri contesti.
L’iniziativa rappresenta quindi un investimento che va oltre le singole attività pilota. Rafforzando le competenze delle persone e delle istituzioni che operano all’interfaccia tra scienza e politiche, JACARDI contribuisce a creare una capacità duratura di utilizzare le evidenze per orientare le decisioni di sanità pubblica. L’obiettivo finale è fare in modo che le esperienze efficaci non rimangano circoscritte alla durata e ai confini di un progetto, ma possano diventare parte di servizi, pratiche e politiche sanitarie sostenibili, trasferibili ed eque.