Progetto Arianna

PROGETTI

AdeRenza dIetA MediterraNea iN itAlia (ARIANNA)

Dieta mediterranea oggi

Nel 2010 la FAO ha definito le diete sostenibili come “diete a basso impatto ambientale che contribuiscono alla sicurezza alimentare e nutrizionale nonché a una vita sana per le generazioni presenti e future” e che “concorrono alla protezione e al rispetto della biodiversità e degli ecosistemi, sono accettabili culturalmente, economicamente eque e accessibili, adeguate, sicure e sane sotto il profilo nutrizionale e, contemporaneamente, ottimizzano le risorse naturali e umane”.

È stato evidenziato che la Dieta Mediterranea, in quanto modello per eccellenza di dieta sostenibile, sia in grado di apportare essenzialmente quattro benefici a: SALUTE, AMBIENTE, SOCIETÀ E CULTURA, ECONOMIA.

IMPATTO SULLA SALUTE - Negli ultimi decenni, la DM è stata promossa come uno dei modelli alimentari più salutari, capace di prevenire l’insorgenza di varie patologie cronico-degenerative (malattie cardiovascolari, diabete, obesità, alcuni tipi di tumori), di ridurre la mortalità per tutte le cause e di favorire la longevità. Essa, inoltre, è in grado di prevenire la malnutrizione in tutte le sue forme. In particolare, i suoi effetti positivi sono rappresentati da un miglioramento del profilo lipidico con una conseguente riduzione del rischio cardiovascolare; un’azione antinfiammatoria, antiossidante e antiaggregante; una riduzione del rischio di tumore, dovuto al suo contributo nella prevenzione e nel contrasto della degenerazione cellulare e della proliferazione di cellule tumorali.

IMPATTO AMBIENTALE – Si tratta di un modello dietetico amico dell’ambiente e del pianeta. Prevede un impiego limitato di risorse naturali (suolo, acqua, minori emissioni di gas serra) dovuto all’introito prevalente di prodotti di origine vegetale. Contribuisce al rispetto della stagionalità e della biodiversità, riducendo l’agricoltura intensiva, l’utilizzo e i costi dei trasporti e i relativi impatti ambientali. Favorisce il consumo di alimenti freschi e poco processati, riducendo ulteriormente l’impatto ambientale, e di porzioni frugali, contribuendo a ridurre gli sprechi alimentari.

IMPATTO SOCIO-CULTURALE - Essa rappresenta un prezioso patrimonio culturale alla cui base vi sono la convivialità, la ritualità quotidiana, le pratiche sociali e gastronomiche, le celebrazioni. Nella DM il cibo è uno strumento di relazione sociale, indipendentemente da età e classe di appartenenza. Inoltre, grazie al legame al territorio, alla stagionalità e alla biodiversità, essa consente di diffondere una maggiore consapevolezza e responsabilità alimentare.

IMPATTO ECONOMICO – In termini economici, riduce la spesa sanitaria grazie ai benefici sulla salute e alla prevenzione delle malattie croniche non trasmissibili. Valorizza il territorio e contribuisce al sostentamento di aziende e produttori locali.

Nonostante gli innumerevoli benefici appena descritti, oggi l’aderenza alla DM è sempre più bassa. Con i fenomeni dell’urbanizzazione e dell’industrializzazione, infatti, si è assistito ad una vera e propria transizione nutrizionale, caratterizzata da un discostamento sempre più evidente da tale pattern dietetico e, al contempo, un’ “occidentalizzazione” delle abitudini alimentari. Si è affermata la cosiddetta Western Diet, costituita prevalentemente da cibi pronti, cibi ultra processati ad alta densità energetica, cibi ottenuti da allevamenti e agricoltura intensivi, pasti fuori casa (fast-food), determinando di conseguenza un peggioramento dello stato di salute e un aumento dei tassi di incidenza di patologie croniche e dei fenomeni di sovrappeso e obesità; un aumento dell’inquinamento ambientale e del sovrasfruttamento delle risorse naturali ed un impatto socio-culturale ed economico sfavorevoli.

Riferimenti

1. Simposio Scientifico Internazionale: Biodiversità e diete sostenibili Uniti contro la fame. 2010 [cited 2019 Nov 10]. Available from: http://www.fao.org/ag/humannutrition/25918-0f89629169d179b29a284d08802cf9e89.pdf

2. Dernini, S., Berry, E., Serra-Majem, L., La Vecchia, C., Capone, R., Medina, F., . . . Trichopoulou, A. (2017). Med Diet 4.0: The Mediterranean diet with four sustainable benefits. Public Health Nutrition, 20(7), 1322-1330

3. Dinu, M., Pagliai, G., Casini, A., Sofi, F. Mediterranean diet and multiple health outcomes: an umbrella review of meta-analyses of observational studies and randomised trials. Eur J Clin Nutr 72, 30–43 (2018)

4. Pezzana Andrea, Tolomeo Martina, Pistone Erika, Guidi Sabrina. (2021). PROGETTO CCM -AZIONE CENTRALE 2019 DEL MINISTERO DELLA SALUTE (Segretariato generale) MODELLI DI DIETE SANE E SOSTENIBILI A PARTIRE DALLE DIETE TRADIZIONALI


Vocabolario ARIANNA

La dieta mediterranea

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