2024 - Studio gemellare per l’identificazione di nuovi fattori di rischio e biomarcatori del declino cognitivo e della demenza

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2024 - Studio gemellare per l’identificazione di nuovi fattori di rischio e biomarcatori del declino cognitivo e della demenza
La demenza rappresenta una delle principali sfide di sanità pubblica nei paesi europei, con una prevalenza in costante aumento nella popolazione anziana. Il declino cognitivo è il risultato di una complessa interazione tra fattori genetici, ambientali, biologici e psicologici. Lo studio viene condotto nell’ambito del progetto “From prevention to the etiopathogenetic and pathophysiological mechanisms of dementia: a paradigm shift in the biological continuum of cognitive decline. The PREV-ITA-DEM study” (Project Code: PNRR-MAD-2022-12375822), finanziato dal Ministero della Salute nel contesto del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR).
Lo studio si pone diversi obiettivi: 1) stimare l’ereditabilità del declino cognitivo e identificare nuovi biomarcatori; 2) studiare l’importanza dei fattori di rischio legati agli stili di vita e alle patologie pregresse, ma anche quelli legati al livello di benessere psicologico degli individui. I risultati attesi contribuiranno a una migliore comprensione dei meccanismi eziopatogenetici della demenza e potranno costituire la base per strategie innovative di prevenzione, diagnosi precoce e promozione dell’invecchiamento in salute, con rilevanti ricadute in ambito clinico e di sanità pubblica.
Lo studio coinvolge gemelli italiani di età compresa tra 60 e 85 anni residenti nel Comune di Roma, Napoli, Milano e Torino. La raccolta dei dati avviene attraverso questionari auto-compilati (Fase 1) e visite neurologiche specialistiche (Fase 2).
Hanno partecipato allo studio 520 gemelli, di cui il 63% di sesso femminile e il 37% di sesso maschile, con un’età media pari a 69.4 anni (range: 60–85 anni). Per quanto riguarda la zigosità, il 52.3% dei gemelli è MZ e il 47.7% DZ. La maggioranza dei gemelli reclutati nello studio risiede nella provincia di Roma (51.7%), seguita da Milano (21.2%), Torino (20.4%) e Napoli (5%). Tutti i partecipanti hanno compilato il questionario SAGE (Self-Administered Gerocognitive Examination), uno strumento validato per lo screening precoce delle capacità cognitive.
Complessivamente i gemelli non hanno mostrato segni rilevanti di compromissione cognitiva, risultato atteso considerato che l’RNG è un registro di popolazione, ossia costituito da soggetti prevalentemente sani. Il punteggio medio al SAGE non ha mostrato differenze rilevanti in relazione al sesso (18.31 nei maschi e 18.33 nelle femmine). Analogamente, non sono emerse differenze significative per zigosità (gemelli monozigoti vs dizigoti) o per provincia di residenza.
Per quanto riguarda i fattori di rischio, le analisi condotte evidenziano che l’età è associata ad un deterioramento cognitivo; livelli più alti di istruzione sono un potenziale fattore protettivo nei confronti del decadimento cognitivo. In particolare, solo l’8.57% dei partecipanti con prestazioni cognitive nella norma ha riportato un livello di scolarizzazione inferiore agli 8 anni, a fronte di una percentuale più elevata (27.62%) tra i soggetti con deficit cognitivo: Problemi di udito e ipertensione sono più frequenti tra i soggetti con deficit cognitivi. Infine, i disturbi del sonno e l’obesità risultano più frequenti tra i soggetti con una compromissione cognitiva. In particolare, il 52,63% dei partecipanti con alterazioni delle funzioni cognitive riferisce problemi di sonno. Anche l’obesità appare più diffusa in questo gruppo, interessando il 18,92% dei soggetti con deficit cognitivi, rispetto al 13,13% tra coloro che presentano prestazioni cognitive nella norma (1).
I gemelli hanno inoltre compilato alcuni questionari per valutare il benessere psicologico, lo stato emotivo e il supporto sociale percepito. In generale i dati evidenziano per tutte le scale punteggi medi in linea con i valori attesi nella popolazione adulta. I risultati presentati saranno oggetto di ulteriori analisi di approfondimento.
È attualmente in corso la seconda fase dello studio, che prevede la partecipazione delle coppie di gemelli discordanti per capacità cognitive. Queste coppie sono state invitate a sottoporsi a una visita neurologica presso il CDCD della città di residenza e a donare un campione di sangue, feci e saliva. Una parte del materiale biologico viene immediatamente analizzata per gli obiettivi dello studio, mentre la porzione rimanente viene conservata presso la biobanca dell’Istituto Superiore di Sanità per future analisi. Ad oggi, 30 coppie hanno preso parte alla seconda fase dello studio. Nel corso dei prossimi mesi si concluderanno le visite presso i CDCD e inizieranno le determinazioni sui campioni biologici raccolti.
1) Medda E, Vanacore N, Canevelli M, et al. Assessment of Risk Factors for Cognitive Impairment Accounting for Genetic and Environmental Influences: An Italian Population-Based Twin Study. Brain Sci. 2025;15(11):1197. Published 2025 Nov 7. doi:10.3390/brainsci15111197