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Sorveglianza RespiVirNet: in lieve calo l’incidenza delle infezioni respiratorie, stagione paragonabile alle due precedenti

Su Eurosurveillance prime stime dell’efficacia del vaccino, ‘più alta di quanto atteso’

L’incidenza totale delle infezioni respiratorie acute nella comunità, nella settimana dal 23 febbraio al 01 marzo, è stata pari a 7,5 casi per 1.000 assistiti, in lieve diminuzione rispetto ai 7,6 della settimana precedente. Lo afferma il rapporto della sorveglianza RespiVirNet, pubblicato oggi.

"La stagione di quest'anno si avvia ad essere di intensità paragonabile alle due precedenti, anche se per alcune settimane avremo ancora un numero significativo di casi soprattutto tra i più piccoli. Bisogna tenere però conto del fatto che il cambiamento della definizione di caso, che ha portato a includere più infezioni nel conteggio, rende difficile confrontare l'incidenza settimanale - afferma Anna Teresa Palamara, che dirige il Dipartimento di Malattie Infettive dell'Iss -. Dal punto di vista virologico l'emergere del subclade K del ceppo H3N2, la cosiddetta 'variante K' ha probabilmente portato ad un anticipo del picco, come avvenuto in altri paesi europei, ma al momento non sono emersi segnali che abbia avuto un effetto anche sulla gravità dei sintomi. Lo dimostrano ad esempio i dati del flusso ospedaliero, dove non si è mai registrata una netta preponderanza di ricoveri per questa variante. In generale anche per questa stagione si conferma la validità delle raccomandazioni sulla vaccinazione, con la maggior parte dei casi di influenza grave e complicata che ha riguardato persone non vaccinate, come provato anche dai primi studi appena pubblicati”.

Nell'ultima settimana sono stati stimati circa 406mila nuovi casi, con un totale dall'inizio della sorveglianza di circa 12,6 milioni di casi. L’incidenza più elevata si osserva nella fascia di età 0-4 anni, con circa 30 casi per 1.000 assistiti, in lieve diminuzione rispetto alla settimana precedente (31). L’intensità è bassa nelle Provincie di Trento e Bolzano, in Friuli, Emilia Romagna, Marche, Abruzzo,  Campania, Puglia, Sardegna e Basilicata e a livello basale in tutte le altre regioni. Si ricorda che il cambiamento nella definizione di caso da ILI ad ARI rende difficile confrontare l’incidenza settimanale con quella delle stagioni precedenti, così come con le soglie di intensità, calcolate sulla base dei dati relativi alle sindromi simil-influenzali delle ultime stagioni.

Nella settimana 2026-09, nella comunità si registra per influenza un tasso di positività del 2,1%, mentre nel flusso ospedaliero è pari al 3%. Sia nella comunità che nel flusso ospedaliero, tra i virus respiratori circolanti, i valori di positività più elevati sono stati rilevati per Rhinovirus, VRS, e Metapneumovirus.,


Per quanto riguarda la caratterizzazione dei virus influenzali, la percentuale dei virus A(H3N2) risulta simile a quella dei virus A(H1N1)pdm09, sia nella comunità che nel flusso ospedaliero. Ad oggi nessun campione è risultato essere positivo per influenza di tipo A “non sottotipizzabile” come influenza stagionale, che potrebbe essere indicativo della circolazione di ceppi aviari. La sorveglianza delle forme gravi e complicate di influenza evidenzia un numero di casi nella settimana 07 in diminuzione rispetto alla stessa settimana della stagione precedente. Il sottotipo più prevalente tra le forme gravi è A(H1N1)pdm09. Si segnala che la maggior parte dei casi di influenza grave e complicata riguarda persone non vaccinate.

Da questa settimana le Regioni/PPAA hanno sospeso i flussi dati che alimentano la sorveglianza integrata RespiVirNet, in attesa di una regolamentazione in linea con quanto previsto dalle norme vigenti per la gestione dei dati personali. A tal proposito si comunica che dalla prossima settimana non sarà possibile effettuare i consueti aggiornamenti del bollettino settimanale. Stiamo lavorando attivamente in collaborazione con il Ministero della Salute per far si che questa interruzione sia solo transitoria.


Su Eurosurveillance le prime stime dell'efficacia del vaccino

L’efficacia del vaccino antinfluenzale utilizzato in questa stagione è stata più alta di quanto atteso, e i dati confermano la validità delle raccomandazioni sulla vaccinazione nelle popolazioni per cui è prevista. E’ la conclusione a cui sono arrivati nove studi preliminari condotti dai ricercatori dell’European IVE group, di cui fa parte anche l’Iss, i cui risultati sono stati pubblicati su Eurosurveillance.

Le ricerche, i cui risultati sono stati utilizzati per la formulazione del vaccino per la prossima stagione, hanno analizzato complessivamente i dati di 16 paesi europei. In alcuni di questi, Italia compresa, la stagione è iniziata precocemente, con i virus del ceppo A che sono risultati predominanti, con la cosiddetta ‘variante K’ che è risultata la più rappresentata. “Questa variante è molto diversa dal virus incluso nel vaccino – si legge nell’articolo -, e questo poteva far pensare alla possibilità che potesse aggirare la protezione immunitaria”. I valori di efficacia trovati dagli studi sono stati invece paragonabili a quelli delle stagioni passate. “In una stagione dominata dall’influenza A(H3N2), i risultati dei nove studi europei indicano una efficacia da bassa a moderata – scrivono gli autori -, con l’immunizzazione che ha prevenuto da un terzo a metà degli effetti dell’infezione tra le persone vaccinate. L’efficacia in generale è risultata più alta nei bambini che negli adulti”.


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