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Osservatorio Demenze

null Covid-19 e demenze

La pandemia di COVID-19 ha avuto un profondo impatto sulle condizioni delle persone con demenza. I dati sin qui divulgati a livello nazionale ed internazionale hanno confermato l’estrema vulnerabilità clinica, sociale e assistenziale di queste persone, ma anche come COVID-19 e demenza interagiscano in uno scenario sindemico.

Un’elevata percentuale di decessi, legati all’infezione da SARS-CoV-2 si è verificata in persone con demenza. In Italia, sulla base delle informazioni estrapolate dalle cartelle cliniche di un campione rappresentativo di tutti i deceduti positivi al SARS-CoV-2, il 23.7% era affetto da demenza.

Leggi il report e consulta l'infografica sulle Caratteristiche dei pazienti deceduti positivi all'infezione da SARS-CoV-2 in Italia.

La letteratura ha recentemente documentato come la frequenza della demenza sia significativamente maggiore nei deceduti da COVID-19 rispetto a coloro che non hanno presentato un’evoluzione verso l’exitus (17,5% vs 5,4%). Inoltre, dalle stime di rischio di mortalità disponibili è emerso come la presenza di demenza aumenti di circa 4 volte la probabilità di morire dopo aver contratto l’infezione da SARS-CoV-2.

Molteplici fattori hanno verosimilmente contribuito agli elevati tassi di mortalità da COVID-19 osservati nelle persone con demenza:

  • frequente coesistenza di comorbidità
  • presentazione clinica con manifestazioni talvolta atipiche e fuorvianti
  • ridotta accessibilità a terapie di supporto e a trattamenti intensivi
  • residenza in quei contesti, come le RSA, dove il virus si è maggiormente diffuso

Diversi studi hanno evidenziato come, nelle persone con demenza, il COVID-19 possa esordire con delle manifestazioni considerate atipiche nella popolazione generale, per lo più consistenti nel cambiamento o nell’improvviso peggioramento di alcuni sintomi/segni della patologia di base o nell’insorgenza repentina di alterazioni comportamentali e/o dello stato di coscienza

Va inoltre sottolineato che, l’impatto della pandemia è risultato particolarmente gravoso anche per le persone con demenza che non contraggono l’infezione da SARS-CoV-2. Alcuni studi basati su interviste telefoniche ai caregiver hanno evidenziato come un’ampia proporzione di pazienti, pur non direttamente colpiti dal contagio, abbia presentato un importante peggioramento delle proprie condizioni cliniche, in termini di accentuazione dei disturbi cognitivi, ulteriore perdita dell’indipendenza funzionale e aggravamento/comparsa di disturbi del comportamento.