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UFFICIO STAMPA

SIREN, uno strumento per migliorare la cultura della sicurezza nelle strutture di medicina nucleare

Si stima che per ogni incidente sui luoghi di lavoro avvengano ca. 300 eventi che non sono sfociati in un incidente serio per pura casualità. Questi eventi vengono chiamati quasi incidenti (near miss), ossia situazioni in cui un danno sarebbe stato possibile, ma non si è verificato.

La prevenzione degli infortuni sul lavoro dipende in gran parte dalla capacità di imparare dai near miss, cioè da quella serie di accadimenti che precedono un incidente grave. Purtroppo sono molto spesso trascurati, nonostante le numerose raccomandazioni internazionali e nazionali. Quando questi episodi non vengono registrati né analizzati, si perdono informazioni preziose sia per l’apprendimento che per la prevenzione.

Il problema esiste particolarmente in quei contesti dove il rischio non è immediatamente percepibile, pur essendo presente nella pratica quotidiana. I reparti di medicina nucleare ne sono un esempio: ambienti clinici in cui l'esposizione del personale a radiazioni ionizzanti è relativamente bassa e fa parte della routine quotidiana, e in cui, proprio per questi motivi, gli episodi senza conseguenze immediate raramente vengono registrati. Le ragioni sono diverse: i sistemi di segnalazione esistenti richiedono tempo, si inseriscono con difficoltà nei flussi di lavoro clinico, e si scontrano con resistenze culturali e organizzative difficili da superare.

È per rispondere a questa lacuna che nasce SIREN, progetto finanziato prima dall'INAIL e successivamente dal PNRR (Ecosistema dell’innovazione Rome Technopole), con l'obiettivo di dotare i dipartimenti di medicina nucleare di uno strumento capace di raccogliere e analizzare agevolmente i near miss e gli incidenti minori.

 SIREN si articola in due componenti principali, indipendenti e complementari.

La prima richiede la partecipazione attiva del personale. Quando accade un evento, il personale può accedere a una applicazione mobile e registrare la propria esperienza: cosa, come, quando e dove è successo, attraverso menù a risposta chiusa, campi di testo liberi, foto, video, audio. È uno strumento pensato per non aggravare il carico di lavoro e che permette di raccogliere sia dati e dettagli importanti, prima che vengano dimenticati, sia il punto di vista dell'operatore. Al tempo stesso può contribuire ad aumentare il coinvolgimento del personale, promuovendo la cultura della sicurezza.

La seconda componente lavora in modo automatico e indipendente, senza richiedere alcun intervento da parte del personale: la posizione e la postura degli operatori, raccolte in tempo reale con videocamere con algoritmi di intelligenza artificiale che non conservano dati personali, associate a mappe precompilate del campo di radiazione, permettono di stimare la dose anche quando i dosimetri personali risultano non idonei. Contemporaneamente, dosimetri ambientali wireless rilevano la presenza di sorgenti accidentali e la loro posizione.

 


I flussi di dati vengono raccolti su interfacce grafiche, accessibili ai responsabili della radioprotezione, che permettono di visualizzare dati, statistiche e ricorrenze in un'unica visione.

Ulteriori sviluppi prevedono l’estensione del sistema ai caregiver di pazienti di medicina nucleare (Grant ISS Ricerca Indipendente 2024) e alla radiologia interventistica (INAIL BRIC 2025).


In conclusione, SIREN permette sia al personale che ai responsabili di imparare attraverso la registrazione e l’analisi degli errori, con modalità agevoli e quasi ludiche.


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