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In collaborazione con Carlo Pini* e Gabriella Di Felice**
Le cause alla base delle allergie sono ancora sconosciute. Quello che si sa è che il fenomeno nasce da un 'errore' del sistema immunitario che non solo riconosce come nemiche delle sostanze che non lo sono, ma che oltretutto 'esagera' il problema, innescando una reazione di difesa eccessiva. L' Istituto Superiore di Sanità è impegnato, in collaborazione con altri gruppi nazionali e internazionali di notevole livello scientifico, in 3 filoni di indagine che riguardano lo studio dei meccanismi patogenetici, quello delle molecole allergeniche e la ricerca sui rapporti tra ambiente, genetica e allergie. Eccone una sintesi.
Gli errori del sistema immunitario. Capire quale meccanismo conduce il sistema immunitario a sbagliare approccio al contatto con sostanze allergizzanti e tentare di modificare la risposta immune affinché sia realmente protettiva nei confronti dell'organismo. Sono questi gli obiettivi di 2 progetti coordinati dall'ISS, l'uno sui 'Meccanismi patogenetici e loro immunomodulazione nella prevenzione e nel trattamento delle malattie allergiche', l'altro sulla 'Disregolazione del sistema immunitario: analisi dei meccanismi cellulari che intervengono nelle patologie ad eziologia autoimmune e allergica'.
Il primo, cominciato nel 2000 e di cui si attendono i risultati alla fine del 2004, si propone di valutare, in modelli murini, il comportamento delle molecole allergeniche, indagando anche il ruolo della flora microbica, delle condizioni igieniche e delle infezioni batteriche e virali nella sensibilizzazione allergica e nella modulazione di tale risposta. Il secondo progetto, più recente, si concentrerà sui meccanismi che sono alla base della risposta immune e della loro disregolazione in corso di specifiche patologie utilizzate come modello di studio: non solo le allergie, ma anche il diabete di tipo I e altre malattie autoimmuni.
Le molecole allergeniche. Verificare se gli alimenti geneticamente modificati siano fonte di allergie è il preciso compito dei ricercatori dell'ISS coinvolti in un progetto sulla soia coltivata per alimentazione umana e animale. Lo studio è solamente all'inizio, in quanto si trova nella fase di messa a punto dei modelli animali che serviranno per dimostrare se realmente l'alimento transgenico è in grado di provocare allergie in misura maggiore o equivalente o magari inferiore ai corrispondenti alimenti non transgenici.
L'ISS partecipa, inoltre, nell'ambito del Quinto Programma Quadro di ricerca europea, all'elaborazione di metodi standard per poter misurare la concentrazione di alcuni allergeni negli estratti ad uso diagnostico e terapeutico. L'obiettivo è quello di ottenere preparazioni di riferimento per poter diagnosticare le allergie e mettere a punto eventuali terapie.
L'ambiente, i geni e allergie. Fattori ambientali e genetici possono contribuire allo sviluppo delle allergie. Il progetto intitolato 'Associazione tra fattori ambientali, meccanismi genetici, molecolari e cellulari nelle patologie allergiche' si prefigge di studiare come queste concause interagiscono tra loro nell'induzione delle patologie allergiche. E' stato finora condotto un monitoraggio sui vigili urbani di Roma, i cui risultati preliminari hanno evidenziato l'associazione tra l'inquinamento da emissioni veicolari e il rischio allergie. I test allergologici eseguiti su 194 vigili addetti al controllo della viabilità nelle zone ad alto o medio traffico e a compiti amministrativi, accomunati comunque tutti dall'aver lavorato per lunghi periodi in mezzo al traffico, hanno riscontrato nel 67% dei soggetti un'elevata sensibilizzazione allergica.
Per gli allergeni 'indoor', si intende procedere alla selezione di ambienti confinati, domestici, scolastici e professionali, in cui effettuare il monitoraggio allergenico unitamente alla somministrazione di questionari. Un altro filone della ricerca è finalizzato, invece, allo studio del ruolo dell'assetto genetico sulla sensibilizzazione allergica di circa 500 coppie di gemelli, sia monozigoti che dizigoti.
Sempre nell'ambito delle patologie allergiche professionali, è stato messo a punto un altro progetto intitolato 'Caratterizzazione e valutazione quantitativa di componenti allergeniche del lattice in ambienti professionali' e svolto sotto il coordinamento della
*dirigente di ricerca e **primo ricercatore del Dipartimento di Malattie Infettive, Parassitarie e Immunomediate