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Comunicato n. 23/2004 - La Finanziaria e gli Enti di Ricerca



Finanziaria, il giro di vite alle assunzioni pubbliche
mette a rischio la salute della ricerca.

Roma, 7 dicembre, 2004 - Il Presidente del Comparto degli Enti Pubblici di Ricerca Enrico Garaci, nonché Presidente della Conferenza degli Enti pubblici di Ricerca, esprime preoccupazione per il provvedimento contenuto nella nuova Legge Finanziaria secondo cui gli Enti Pubblici di Ricerca, fatta eccezione per le Università, non possono assumere personale per i prossimi tre anni.

Siamo il Paese con il più basso numero di ricercatori impiegato a tempo pieno in tutto il mondo - afferma Garaci - Per ogni 1000 unità di forza lavoro sono impiegati a tempo pieno il 3,33% di ricercatori, contro il 6,14% della Francia, il 5,54% del Regno Unito e l'8,08% degli Stati Uniti e la media dell'età di chi fa ricerca è di circa cinquant'anni. Bloccare perciò le assunzioni di giovani ricercatori in questo contesto significa non solo danneggiare l'impulso alla ricerca pubblica ma escludere definitivamente l'Italia dalla competizione europea.

Serve perciò incoraggiare i giovani a proseguire i loro studi in Italia. Dobbiamo per questo raggiungere l'incremento di nuovi posti per la ricerca in linea con l'Europa dove negli ultimi dieci anni in Paesi come l'Irlanda o la Finlandia le nuove assunzioni sono cresciute fino a punte del 16%, ma anche come è accaduto in Grecia e in Portogallo dove i nuovi ricercatori assorbiti in dieci anni sono stati rispettivamente del 6,29% e del 7% - conclude il Presidente - contro l'un per cento dei nuovi ricercatori italiani, rimasti in coda assoluta nella classifica europea.

Occorre quindi creare le condizioni affinché più giovani si dedichino alla ricerca e i nostri Enti di Ricerca possano cogliere nuove opportunità di reclutamento per crescere e competere, evitando che le nostre migliori risorse vadano a collocarsi in Europa o in America dove oggi sicuramente il terreno è più fertile.

Alla dichiarazione del Presidente Garaci si aggiunge la voce del Presidente del CNR Fabio Pistella che ha affermato: Le difficoltà derivano soprattutto dal permanere del blocco di ben tre anni. Certamente occorre una selezione anche severa ma, a chi tra i giovani ricercatori ha dimostrato valore, va offerta una prospettiva competitiva rispetto ad altre possibilità di lavoro: questa esigenza è vitale nel mondo scientifico. Non si invertirà altrimenti - prosegue il Presidente del CNR - la situazione che vede ridursi in Italia il numero di giovani che si iscrivono alle facoltà scientifiche, come pure si riduce purtroppo il numero di quelli, fra i migliori laureati, che si avvicinano alla ricerca. Su un piano più generale, inoltre - aggiunge Pistella - per rilanciare gli enti di ricerca, e in particolare il CNR , una volta assegnato un budget a questo scopo, occorre lasciare ai vertici di tali enti autonomia su come destinare le risorse tra le diverse tipologie di spesa e, certamente, la motivazione e la valorizzazione delle risorse umane più qualificate in questo senso sono una priorità.