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CS N°26/2013 Innovazione tecnologica per una maggiore valorizzazione della medicina di laboratorio

ISS 1/10/2013

Grazie ai traguardi raggiunti dall’innovazione tecnologica circa il 90% dei test di laboratorio riescono a dare informazioni per una diagnosi quanto più possibile esatta. Si tratta di un dato importante se si considera che le analisi diagnostiche producono risultati che incidono sul 60-70% delle terapie. Se si investisse maggiormente in un’organizzazione più strutturata e in tecnologie più all’avanguardia, si riuscirebbe ad arrivare a risultati ancor più ottimali in campo diagnostico, offrendo maggiore precisione ai cittadini nella diagnosi e terapia delle patologie. Questi, in sintesi, alcuni aspetti emersi nel corso del convegno “Il valore della medicina di laboratorio: impatto economico, politico e sociale”, organizzato dall’Istituto superiore di sanità in collaborazione con Fismelab e Assobiomedica, che si è tenuto oggi a Roma.

Garantire un sistema diagnostico di qualità economicamente sostenibile per il Paese è la vera sfida che dobbiamo affrontare oggi, dichiara Roberta Pacifici, dirigente di ricerca dell’Iss e past president della Società italiana di biochimica clinica e biologia molecolare clinica. La partecipazione e il confronto tra i professionisti di laboratorio, le società scientifiche, i decisori economici e le associazioni dei pazienti e dei cittadini è la formula giusta per fare sistema ed affrontare questa sfida. Il convegno di oggi è una prima prova di dialogo costruttivo, affinché l'appropriatezza dell'indicazione dei test diagnostici e la loro corretta esecuzione ricadano positivamente sull'ottimizzazione del percorso di cura e quindi su tutta l'economia del Ssn.

Il valore della medicina di laboratorio viene troppo spesso sottovalutato ha dichiarato Pasquale Mosella, Presidente di Assodiagnostici, Associazione di Assobiomedica che rappresenta il comparto, quando sarebbe quanto mai necessario oggi investire sulle tecnologie, che sono in grado di fornire diagnosi utili e tempestive, rappresentando un notevole ausilio per gli operatori sanitari nella fase di diagnosi e una maggiore garanzia per i cittadini nella definizione dei risultati. I recenti tagli alla Sanità hanno invece determinato per il settore un calo del 7% in volume, allontanando il cittadino dalle strutture per fare controlli di prevenzione e di screening e mettendo così in seria difficoltà l’industria e il personale sanitario, aggravandone al contempo il quadro sanitario personale per il futuro.