25 anni di prevenzione alcologica in Italia: il bilancio dell’ISS all’Alcohol Prevention Day 2026

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Un traguardo storico con dei dati che impongono un'ennesima riflessione sul tema. La venticinquesima edizione dell’Alcohol Prevention Day (APD), promossa dall’Osservatorio Nazionale Alcol dell’Istituto Superiore di Sanità (ONA-ISS), celebra i 25 anni della Legge quadro 125/2001.
Se sul piano epidemiologico l’Italia si conferma un’eccellenza internazionale per la qualità del monitoraggio, sul fronte dell'efficacia pratica delle politiche sanitarie i dati diffusi quest'anno certificano un sostanziale stallo.
Nonostante un quarto di secolo di campagne e l'attivazione di nuove strategie europee a supporto dell'EU Beating Cancer Plan (come le Joint Action JA-SAFE e JA-PRISM), l’obiettivo dell’OMS di ridurre i consumi dannosi e il consumo medio pro-capite è stato mancato. Negli ultimi dieci anni, la prevalenza dei consumatori a rischio in Italia è rimasta pressoché stabile.
I numeri dell'emergenza: l'allarme tra i minori
Secondo i dati più recenti relativi al 2024, in Italia si contano 8,2 milioni di consumatori a rischio (il 21,8% degli uomini e il 9,1% delle donne). A preoccupare maggiormente gli esperti dell'ONA è lo spaccato generazionale:
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I giovanissimi: Nella fascia d’età 16-17 anni, la percentuale di consumatori a rischio esplode, colpendo il 34,5% dei maschi e il 29,7% delle femmine. Più di un terzo dei quasi maggiorenni adotta comportamenti di consumo pericolosi.
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Gli over 65: Tra gli uomini, la terza età si conferma una fascia fragilissima, con oltre il 29% di consumatori a rischio tra gli over 65.
Il nodo assistenziale: un sommerso del 90%
Il report mette in luce una drammatica fessura nel sistema di presa in carico. In Italia, meno del 10% dei pazienti che necessitano di un trattamento per Disturbo da Uso di Alcol (DUA) o patologie correlate viene intercettato e assistito dai servizi territoriali del SSN. Il restante 90% resta di fatto invisibile alla rete curante.
Verso il paradigma "Alcol Zero"
La sfida per il futuro è culturale e politica. Richiamando il recente manuale IARC/OMS sulle politiche di prevenzione del cancro, l'ISS ribadisce l'evidenza scientifica: non esistono livelli di consumo di alcol sicuri per la salute.
Per invertire la rotta, l'orizzonte tracciato dall'ISS richiede interventi urgenti e non più rimandabili: l'implementazione obbligatoria dei programmi di Identificazione Precoce e Intervento Breve (IPIB) per i professionisti della salute, una stretta rigorosa su pubblicità e sponsorizzazioni, e una formazione medica indipendente e al riparo dalle storiche interferenze dei produttori di mercato.
Per approfondire: I dati epidemiologici completi e nazionali sono consultabili online attraverso la piattaforma di monitoraggio SISMA sul portale EpiCentro dell'ISS.
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