TEMA

Malattie infettive, HIV

Antibiotico-resistenza

La resistenza agli antibiotici rappresenta ormai una priorità di sanità pubblica sia per il nostro Paese che a livello globale. L'Italia, in particolare, è particolarmente colpita da questo fenomeno, che la pone ai primi posti in Europa in termini di elevata prevalenza di ceppi batterici resistenti e mortalità attribuibile all'antibiotico-resistenza.

L'Istituto Superiore di Sanità (ISS) ha diversi sistemi di sorveglianza, da quello relativo alla sorveglianza nazionale dell’antibiotico-resistenza (AR-ISS) alla sorveglianza delle batteriemie da enterobatteri produttori di carbapenemasi. Ricordiamo a questo proposito come alcuni batteri gram-negativi, soprattutto Klebsiella pneumoniae, rappresentino oggigiorno una minaccia per i malati fragili ricoverati in strutture assistenziali, dai reparti ospedalieri (in particolare le unità di terapia intensiva) alle strutture residenziali per lungodegenti. Il contrasto all'antibiotico-resistenza, le cui linee sono declinate all'interno del piano nazionale messo a punto dal Ministero della Salute, è quindi prioritario anche per l'ISS.


null Nanomedicina

La nanotecnologia si occupa della progettazione e realizzazione di strutture su scala dimensionale nanometrica (nanomateriali). I nanomateriali sono caratterizzati non soltanto dalla dimensione “nano”, ma anche da proprietà peculiari, che li distinguono dai relativi sistemi di dimensioni macroscopiche. Tali proprietà hanno permesso lo sviluppo di nanomateriali biocompatibili per imaging, terapia e ingegneria tissutale che hanno già diverse applicazioni in medicina.
Gli sforzi congiunti di medici, chimici, fisici e biologi sono focalizzati nella creazione di piattaforme tecnologiche in grado di migliorare l’efficienza terapeutica dei farmaci e le potenzialità diagnostiche delle tecniche d'imaging in termini di specificità d'azione, sensibilità e limitazione degli effetti avversi. Tali piattaforme nanotecnologiche sono state specificamente disegnate per promuovere il trasporto di agenti diagnostici o terapeutici attraverso le barriere biologiche, per raggiungere in modo selettivo i bersagli specifici, per mediare interazioni molecolari e rispondere a stimoli locali o esterni e, infine, per individuare biomolecole specifiche. Alcuni di tali nanomateriali vengono impiegati attualmente nei protocolli clinici, altri sono ancora in studi di fase preclinica e clinica, molti altri sono ancora oggetto di ricerca sperimentale.
Lo sviluppo e la valutazione biologica di piattaforme nanotecnologiche per il delivery di agenti terapeutici rappresentano un ulteriore approccio allo sviluppo di farmaci efficaci e sicuri. Ma la strada da percorrere prima che giunga al paziente è lunga e complessa. La fase preclinica di valutazione dell’efficacia del nuovo nanovettore prevede studi in vitro sulla possibile tossicità, immunocompatibilità, efficienza di rilascio del farmaco incapsulato, destino intracellulare ed efficacia terapeutica. L’attività in vivo su animali da laboratorio deve prevedere un analogo percorso sperimentale prima che un nanovettore entri negli studi di valutazione clinica di fase I, II, III.