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OHH Event

La relazione tra l’umanità e gli oceani, che si protrae da millenni, riflette una profonda interdipendenza. Gli oceani sono centrali per la stabilità e il funzionamento del sistema Terra: regolano il clima globale, sostengono cicli biogeochimici essenziali, contribuiscono alla produzione di ossigeno, supportano sistemi alimentari e mobilità globale, ospitano una ineguagliabile biodiversità e infinite scoperte scientifiche. Riconoscendone il ruolo fondamentale nel sostenere la vita sulla Terra, la tutela degli ecosistemi marini è emersa come una responsabilità condivisa a livello internazionale e questione strategica per la governance globale. 

Tale impegno si riflette chiaramente nell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite per lo sviluppo sostenibile, che comprende diversi Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (SDGs) direttamente legati alla tutela dei sistemi marini e ambientali, in particolare l’SDG 6 (Acqua pulita e servizi igienico-sanitari), l’SDG 13 (Azione per il clima), l’SDG 14 (La vita sott’acqua), l’SDG 15 (La vita sulla Terra) e l’SDG 17 (Partnership per gli obiettivi). Una tappa significativa in questo quadro in evoluzione è stata raggiunta nel giugno 2023 con l’adozione dell’Accordo sulla conservazione e l’uso sostenibile della biodiversità marina delle aree al di là della giurisdizione nazionale (Accordo BBNJ) comunemente noto come Trattato sull’Alto Mare, il quale istituisce una nuova architettura di cooperazione e governance finalizzata alla salvaguardia della biodiversità marina nelle acque internazionali. 

Parallelamente, la comunità scientifica ha riconosciuto in misura crescente l’importanza delle interconnessioni tra la salute degli oceani e quella umana. Gli ecosistemi marini influiscono su una serie di determinanti ambientali rilevanti per la salute pubblica, tra cui la qualità delle acque costiere, la distribuzione delle risorse marine, l’insorgenza di fioriture algali nocive e la circolazione di microrganismi e contaminanti nei sistemi acquatici e nelle reti trofiche. Al contempo, la biodiversità marina costituisce una frontiera essenziale per la ricerca biomedica, offrendo opportunità uniche ai fini della scoperta di composti bioattivi e dello sviluppo di percorsi terapeutici innovativi. 

Affrontare queste complesse interdipendenze richiede una prospettiva integrata fondata su evidenze scientifiche, prevenzione e rafforzamento della cooperazione istituzionale. Promuovere la ricerca sulle dinamiche dell’inquinamento lungo il continuum “dalla sorgente al mare”, potenziare i sistemi di monitoraggio e sostenere politiche in grado di ridurre le pressioni sugli ecosistemi marini costituiscono componenti essenziali di tale impegno. Altrettanto importante è favorire la collaborazione tra le istituzioni che operano nei settori della tutela ambientale, della salute pubblica e della ricerca scientifica, al fine di sviluppare quadri di governance più coerenti sia a livello nazionale sia a livello internazionale. 

In questo contesto, l’Istituto Superiore di Sanità ribadisce l’importanza di porre la salute umana al centro del dialogo scientifico e politico sul nesso tra oceano e salute, in coerenza con i principi più ampi di One Health e Planetary Health, i quali riconoscono la fondamentale interdipendenza tra l’integrità degli ecosistemi e il benessere delle persone. 

 

Obiettivi 
Il forum si concentrerà sulle interconnessioni essenziali tra gli ecosistemi oceanici e la salute umana. I risultati attesi sono finalizzati a: 

  • promuovere il riconoscimento del rapporto oceano–salute umana come una priorità emergente nella salute pubblica globale; 

  • favorire lo sviluppo di piattaforme interoperabili per la condivisione dei dati, la sorveglianza ambientale e sanitaria, il monitoraggio della resistenza antimicrobica e degli indicatori correlati al clima; 

  • rafforzare la preparazione e la comprensione scientifica delle implicazioni sanitarie connesse ai cambiamenti negli ecosistemi marini; 

  • promuovere la diplomazia scientifica come strumento per la cooperazione internazionale, del dialogo e della resilienza collettiva. 

L’evento offre uno spazio di confronto sul nesso tra oceani e salute umana, raccogliendo contributi di diverse istituzioni e di esperti di varie discipline, senza pretesa di esaustività, e incoraggiando il consolidamento di una comunità di pratica multidisciplinare in costante crescita. L’iniziativa costituisce la fase preliminare di un impegno più ampio, volto a coinvolgere portatori di conoscenza e parti interessate, al fine di promuovere collaborazioni di lungo periodo, orientare i processi decisionali e sostenere l’attuazione di azioni concrete e scalabili.