Carcinoma midollare
PRODUTTORE
AIOM - Associazione Italiana Oncologi Medici (capofila)
SOGGETTI COLLABORATORI
AME-Associazione Medici Endocrinologi, AIMN-Associazione Italiana di Medicina Nucleare ed Imaging Molecolare, AIOCC ETS-HNS-Associazione Italiana Oncologia Cervico-Cefalica, AIRO-Associazione Italiana di Radioterapia e Oncologia Clinica, AIT-Associazione Italiana Tiroide, SIAPEC-IAP-Società Italiana di Anatomia Patologica e Citologia Diagnostica, Divisione Italiana della International Academy of Pathology, SICO-Società Italiana di Chirurgia Oncologica, SIE-Società Italiana di Endocrinologia, SIRM-Società Italiana di Radiologia Medica e Interventistica, SIUEC-Società Italiana Unitaria di EndocrinoChirurgia.
Abstract
Le finalità delle Linee guida AIOM sono:
- Migliorare e standardizzare “la pratica clinica”.
- Offrire al paziente sull’intero territorio nazionale la possibilità della “migliore cura”.
- Garantire un riferimento basato sull’evidenza per le istituzioni nazionali e regionali, per gli organismi regolatori ed i “payers”.
Le Linee guida AIOM sul carcinoma midollare hanno lo scopo di formulare le raccomandazioni per quanto riguarda: la ricerca delle mutazioni di RET (paragrafo 4.3); l’intervento di emitiroidectomia (paragrafo 5.1); la dissezione linfonodale laterocervicale profilattica (paragrafo 5.2); la radioterapia post-operatoria (paragrafo 5.4); la persistenza o recidiva locoregionale di malattia (capitolo 6) e la malattia metastatica (capitolo 7); il follow-up (capitolo 8).
La popolazione cui si rivolgono le presenti raccomandazioni è rappresentata da persone con diagnosi di carcinoma midollare della tiroide, inclusi i casi sporadici e quelli ereditari (MEN2/varianti germinali di RET), in tutte le fasi di malattia e nei diversi setting diagnostico-terapeutici.
Gli studi considerati a supporto delle singole raccomandazioni raramente riportano dati stratificati per sesso assegnato alla nascita, identità di genere o altre caratteristiche correlate al genere. La letteratura disponibile risulta pertanto limitata nella valutazione di eventuali differenze negli esiti clinici, nell’esperienza di malattia, nell’accesso ai percorsi diagnostico-terapeutici e nei bisogni assistenziali dei diversi sottogruppi di popolazione.
Alla luce di tali lacune di evidenza, non è attualmente possibile formulare raccomandazioni specifiche dedicate ai differenti sottogruppi definiti in base al genere.
Tuttavia, il panel riconosce l’importanza di un approccio inclusivo e personalizzato, che consideri dimensioni biologiche, psicologiche, sociali e identitarie correlate al genere nell’ambito della presa in carico oncologica, con attenzione particolare alle implicazioni della consulenza genetica e dello screening familiare nei contesti ereditari.
Le raccomandazioni devono pertanto essere applicate garantendo equità di accesso alle cure, appropriatezza clinica e rispetto dell’identità e delle preferenze della persona assistita, tenendo conto delle caratteristiche cliniche individuali (ad es. livelli di calcitonina/CEA, doubling time), dello stadio di malattia, delle condizioni generali e degli obiettivi terapeutici condivisi.
Il panel sottolinea inoltre la necessità che i futuri studi clinici e osservazionali includano in maniera sistematica la raccolta e l’analisi di dati relativi al genere e allo status genetico (germinale/somatico), al fine di colmare le attuali lacune conoscitive e favorire lo sviluppo di raccomandazioni maggiormente inclusive e basate sull’evidenza.
Numero di raccomandazioni elaborate: 5
