Gestione dell’arresto cardiaco in ambito extra e intraospedaliero

Pubblicata: 26/1/2026 - ultimo aggiornamento: 26/1/2026

Produttore

IRC - Italian Resuscitation Council (capofila)

Soggetti collaboratori:

AIAC – Associazione Italiana Aritmologia e Cardiostimolazione; AIFI – Associazione Italiana di Fisioterapia; SIRN – Società Italiana Riabilitazione Neurologica; AITEFEP – Associazione Italiana Tecnici della Fisiopatologia Cardiocircolatoria e Perfusione Cardiovascolare; AMIETIP – Accademia Medica Infermieristica di Emergenza e Terapia Intensiva Pediatrica; SISMEC – Società Italiana Statistica Medica ed Epidemiologia Clinica; ANIARTI – Associazione Nazionale Infermieri di Area Critica; ANMCO – Associazione Nazionale Medici Cardiologi Ospedalieri; SIEMS – Società Italiana Emergenza Sanitaria; CNAI – Consociazione Nazionale Associazioni Infermiere/i; FMSI – Federazione Medico Sportiva Italiana; SIN – Società Italiana di Neonatologia; H&CRM – Hospital & Clinical Risk Manager; SARNEPI – Società Anestesia Rianimazione Neonatale e Pediatrica; SIFOP – Società Italiana di Formazione Permanente per la Medicina Specialistica; IARR – Italian Academy of Rescue and Resuscitation; SIAATIP – Società Italiana di Anestesia, Analgesia e Terapia Intensiva Pediatrica; ANPAS-ODV – Associazione Nazionale Pubbliche Assistenze – Organizzazione di Volontariato; SIAARTI – Società Italiana Anestesia Analgesia Rianimazione e Terapia Intensiva; SIC SPORT – Società Italiana di Cardiologia dello Sport; FNOPI – Federazione Nazionale Ordini Professioni Infermieristiche; SIC – Società Italiana di Cardiologia; SICCH – Società Italiana di Chirurgia Cardiaca; FNOMCeO – Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri; SIECVI – Società Italiana Ecocardiografia e Cardiovascular Imaging; GISE – Società Italiana di Cardiologia Interventistica; CRI – Croce Rossa Italiana; SIIET – Società Italiana degli Infermieri di Emergenza Territoriale; SICP – Società Italiana di Cure Palliative; Confederazione Nazionale delle Misericordie d’Italia; SIMESO – Società Italiana di Medicina del Soccorso; SIMEUP – Società Italiana Medicina Emergenza Urgenza Pediatrica; Fondazione IRC; SIS 118 – Società Italiana Sistema 118, Consulta dei Dirigenti Responsabili delle Centrali Operative 118; SIN – Società Italiana di Neurologia; Azienda USL di Bologna; SITI ISIC – Società Italiana Terapia Intensiva; SINC – Società Italiana Neurofisiologia; Associazione Mirco Ungaretti ODV; AICO – Associazione Italiana Infermieri di Camera Operatoria; SIP – Società Italiana di Pediatria; Progetto Vita Piacenza; IRCCS Multimedica; Azienda Ospedaliera Università di Padova; Fondazione Giorgio Castelli ONLUS; Lollo per La Sindrome di Brugada ODV.

Abstract

L’Arresto Cardiaco (AC) rappresenta una delle principali emergenze tempo-dipendenti in ambito sanitario ed è caratterizzato dall’interruzione improvvisa della circolazione efficace e del trasporto di ossigeno ai tessuti, con esito fatale in pochi minuti in caso di mancato trattamento tempestivo. Le manifestazioni cliniche includono perdita di coscienza, apnea o respiro agonico, assenza di polsi centrali e assenza di segni di circolo.

Il trattamento dell’AC comprende una successione coordinata di interventi — riconoscimento precoce, allertamento dei soccorsi, rianimazione cardiopolmonare (RCP), defibrillazione, trattamenti avanzati e gestione post-rianimatoria — definiti collettivamente “catena della sopravvivenza”.

L’importanza di questa condizione clinica è sottolineata dalla sua elevata incidenza e mortalità a livello europeo, dove essa costituisce la terza causa di morte. L’incidenza annuale dell’arresto cardiaco extra-ospedaliero (OHCA) varia tra 67 e 170 casi ogni 100.000 abitanti, con sopravvivenza media all’8% e ampia variabilità sia nell’avvio della RCP da parte degli astanti (13–83%) sia nell’uso dei defibrillatori semiautomatici esterni (DAE) (3,8–59%) [2]. Anche l’arresto cardiaco intra-ospedaliero (IHCA) presenta una significativa variabilità nei dati epidemiologici: l’incidenza varia tra 1,5 e 2,8 per 1.000 ricoveri, con sopravvivenza a 30 giorni compresa tra il 15% e il 34%. Nei Paesi dotati di sistemi consolidati di sospensione dei trattamenti di supporto vitale, oltre il 90% dei sopravvissuti presenta esiti neurologici favorevoli, mentre altrove i deficit permanenti sono più frequenti. In Italia, la gestione dell’AC presenta una significativa eterogeneità. Una metanalisi pubblicata nel 2022 su oltre 43.000 casi di OHCA ha evidenziato un’incidenza media di 86 casi soccorsi dai servizi di emergenza e 55 casi trattati con RCP per 100.000 abitanti/anno [5]. La RCP da parte degli astanti avviene solo nel 26% dei casi, con un uso del DAE pari al 3,2% [5]. Nonostante un ritorno del circolo spontaneo (ROSC) del 19%, la sopravvivenza complessiva si attesta al 9% e quella con buon esito neurologico al 5%. Anche l’organizzazione del sistema di emergenza mostra una variegata distribuzione territoriale, differenze nell’uso del 112/118, nella formazione degli operatori, nelle istruzioni pre-arrivo e nei protocolli di impiego del DAE.

Questi dati confermano la necessità di interventi standardizzati, tempestivi e fondati sulle migliori evidenze disponibili. La Linea Guida affronta in modo integrato le principali aree tematiche rilevanti per la gestione dell’AC, così come definite nel documento di scoping:

  • Supporto di base delle funzioni vitali (BLS);
  • Supporto avanzato delle funzioni vitali (ALS);
  • Supporto vitale in età pediatrica e neonatale (PLS/NLS);
  • Modelli organizzativi-gestionali per la risposta integrata popolazione–emergenza;
  • Etica clinica nella gestione dell’AC;
  • Sistemi che salvano vite”

Queste aree costituiscono l’architettura complessiva della Linea Guida e rappresentano l’intero spettro di competenze e processi necessari per migliorare l’esito delle persone colpite da AC.

Gli obiettivi della presente Linea Guida sono i seguenti:

  • Sviluppare un documento che fornisca raccomandazioni evidence-based sulla gestione dell’AC, sia in ambito extra-ospedaliero che intra-ospedaliero;
  • Supportare il miglioramento degli esiti clinici, organizzativi e formativi relativi al riconoscimento, al trattamento e alla gestione dell’AC;
  • Favorire l’armonizzazione delle pratiche cliniche e dei modelli di risposta, riducendo la variabilità territoriale;
  • Promuovere il coinvolgimento attivo dei cittadini, dei soccorritori laici e dei professionisti sanitari.

Questa Linea Guida è stata sviluppata attraverso un processo di GRADE-Adolopment. Le Linee Guida dell’European Resuscitation Council (ERC) [7] sviluppate sulla base delle revisioni e dei Consensus on Science With Treatment Recommendations (CoSTR) prodotti dall’International Liaison Committee on Resuscitation (ILCOR), sono state assunte come principale riferimento per l’adozione e/o l’adattamento dei contenuti.

Il presente documento riguarda la prima delle sei aree tematiche individuate, dedicata al Basic Life Support (BLS).

Numero di GPS elaborati: 43