Chirurgia ricostruttiva pre-pettorale della mammella-RBPCA IN PROGRESS
Produttori
SICPRE - SOCIETA’ ITALIANA DI CHIRURGIA PLASTICA RICOSTRUTTIVA ED ESTETICA (capofila)
SOGGETTI COLLABORATORI:
ACOI – Associazione chirurghi ospedalieri italiani, AICO - ASSOCIAZIONE ITALIANA INFERMIERI DI CAMERA OPERATORIA, A.N.I.S.C. Associazione Nazionale Italiana Senologi Chirurghi, Europa Donna–Associazione di pazienti, H&CR - HOSPITAL & CLINICAL RISK MANAGER, SIMLA - SOCIETA' ITALIANA DI MEDICINA LEGALE E DELLE ASSICURAZIONI, SIT - SOCIETA' ITALIANA DI TELEMEDICINA, SIC - SOCIETA' ITALIANA DI CHIRURGIA
SICO - SOCIETA' ITALIANA DI CHIRURGIA ONCOLOGICA,
Nonostante numerosi solleciti non abbiamo ricevuto riscontro dalle seguenti Società Scientifiche:
ESRA, GISEG, SIDEMAST, SIES, SIGERIS
Abstract
Nell’ambito del trattamento chirurgico del tumore della mammella, la fase ricostruttiva avviene sempre più frequentemente in concomitanza all’intervento demolitivo. L’intervento del chirurgo senologo e del chirurgo plastico permettono la migliore ricostruzione immediata, persino dopo mastectomia, evitando le importanti menomazioni e le sequele psicologiche ad esse correlate anche con simmetrizzazioni controlaterali. Le tecniche chirurgiche sempre meno invasive nella fase demolitiva consentono nuove tecniche ricostruttive, come la ricostruzione mammaria protesica prepettorale. Tale tecnica prevede il posizionamento dell’impianto protesico al di sopra del muscolo pettorale, senza pertanto il suo sollevamento, avvolgendo o meno l’impianto o parte di esso con una matrice. Tale procedura è indicata in pazienti con un buon involucro cutaneo e dei lembi di mastectomia ben vitali. La complicanza più temibile, oltre alle complicanze comuni a tutti gli interventi di ricostruzione mammaria, è l’esposizione dell’impianto protesico a causa di aree di necrosi dei lembi di mastectomia che spesso richiede ulteriori interventi chirurgici con rischio di perdita della ricostruzione. Si tratta pertanto di una tecnica che deve essere eseguita con le corrette indicazioni che dipendono dalla tipologia di neoplasia, dai trattamenti adiuvanti necessari, dalle caratteristiche della paziente e della mammella. Ci deve essere una attenta selezione delle pazienti in sede preoperatoria, una corretta valutazione intraoperatoria dei lembi di mastectomia (eventualmente anche attraverso l’angiografia con verde di indocianina) e una attenta gestione postoperatoria (con protocolli dedicati alla prevenzione e al trattamento dei sieromi e delle infezioni).
L’obiettivo del panel è quello di stilare, secondo le evidenze scientifiche più significative, raccomandazioni di buona pratica clinica che permettano di proporre la ricostruzione mammaria prepettorale con le giuste indicazioni, di eseguirla con la tecnica attualmente più adeguata, di prevedere tecniche correttive secondarie, di gestire il decorso postoperatorio, di prevenire e di gestire correttamente le eventuali complicanze.
La prevenzione, come ben evidenziato in molteplici linee guida internazionali, dell’insorgenza di una complicanza a carico del sito chirurgico può evitare grandi disagi al paziente e diminuire i carichi assistenziali e di conseguenza anche i costi sanitari.
