Gestione delle complicanze degli accessi vascolari nell'adulto-RBPCA IN PROGRESS
Produttori
IVAS - ITALIAN VASCULAR ACCESS SOCIETY(capofila), SIAARTI - SOCIETA' ITALIANA ANESTESIA ANALGESIA RIANIMAZIONE E TERAPIA INTENSIVA (co-capofila)
SOGGETTI COLLABORATORI:
CNAI - CONSOCIAZIONE NAZIONALE ASSOCIAZIONI INFERMIERE/I, GISEG - GRUPPO ITALIANO SALUTE E GENERE, H&CR - HOSPITAL & CLINICAL RISK MANAGER, IVAS - ITALIAN VASCULAR ACCESS SOCIETY, SIAARTI - SOCIETA' ITALIANA ANESTESIA ANALGESIA RIANIMAZIONE E TERAPIA INTENSIVA.
Sono state invitate a partecipare:
SIGERIS - SOCIETA' ITALIANA GESTIONE RISCHIO IN SANITA', SIMPIOS - SOCIETA' ITALIANA MULTIDISCIPLINARE PER LA PREVENZIONE DELLE INFEZIONI NELLE ORGANIZZAZIONI SANITARIE, SIN - SOCIETA' ITALIANA NEFROLOGIA, SIT - SOCIETA' ITALIANA DI TELEMEDICINA, SITI - SOCIETA' ITALIANA TERAPIA INTENSIVA
Abstract
Il novanta per cento dei pazienti ricoverati in ospedale necessita di un dispositivo di accesso vascolare per somministrazione di terapie endovenose e/o per prelievi ematici e/o per procedure diagnostiche. Il posizionamento di un accesso venoso è tuttavia una procedura
invasiva che comporta il rischio di complicanze meccaniche, trombotiche, e infettive, sia precoci che tardive, potenzialmente assai gravi. Il progresso tecnologico mette oggi a disposizione - sia per l’impianto che per la gestione - diversi tipi di dispositivi, i quali differiscono tra loro per tipologia di materiale, caratteristiche di progettazione e destinazione d'uso. Inoltre, le evidenze scientifiche hanno definito quali comportamenti e metodologie siano efficaci nel minimizzare il rischio di complicanze. Oggi, perciò, l’impianto di un qualunque accesso vascolare presuppone competenze appropriate e specifiche: conoscenza aggiornata delle raccomandazioni basate su evidenze scientifiche; capacità di valutare correttamente le indicazioni all’accesso vascolare secondo le condizioni cliniche e le esigenze infusionali; adozione di protocolli di impianto che siano da guida nella scelta del catetere, nella scelta del sito di venipuntura e del sito di emergenza, nell’utilizzo dell’ecografo e di altre tecniche e metodi necessari per un impianto sicuro e costo efficace. Infine, dopo l’impianto, la definizione di specifici protocolli per la gestione ordinaria e per la gestione delle complicanze riveste un ruolo fondamentale nell’ottimizzare la sicurezza, la efficacia e la costo-efficacia dell’accesso vascolare. L’obiettivo di queste raccomandazioni di buona pratica clinica è quindi quello di fornire ai clinici adeguati algoritmi di scelta dell’accesso vascolare e appropriati protocolli di impianto e di gestione, che includano le tecnologie e le metodologie oggi ritenute più efficaci per minimizzare il rischio di complicanze associato agli accessi vascolari.
