ATTIVITÀ

OCSE

Nanomateriali

Il gruppo di lavoro OCSE sui nanomateriali (WPMN) fu istituito nel 2006 quando i nanomateriali ingegnerizzati (Engineered Manufactured Nanomaterial EMN) iniziarono ad essere presenti in maniera significativa in svariati prodotti commerciali sollevando, sia nella comunità scientifica che negli enti regolatori, preoccupazioni sul loro inquadramento normativo e sull’adeguatezza degli strumenti disponibili a valutare i potenziali rischi per la salute dell’uomo e dell’ambiente. Obiettivi principali del WPMN erano promuovere la cooperazione internazionale sugli aspetti di sicurezza degli EMN e supportare gli Stati Membri nelle attività di valutazione della loro sicurezza [https://www.oecd.org/science/nanosafety/].

Le proprietà dei materiali in scala nanometrica, cioè dei materiali che hanno almeno una dimensione nell'intervallo tra 1 - 100 nm, possono essere assai diverse da quelle dei corrispondenti materiali non in forma nano, come ad esempio l’aumentata carica e reattività superficiale.
È importante considerare che l’effetto biologico delle sostanze in nanoforma non è legato solamente alla composizione chimica ma è fortemente correlato anche alle loro proprietà fisico-chimiche.

Se da una parte le peculiari proprietà degli EMN offrono interessanti possibilità applicative in numerosi settori produttivi quali: medicina (ad es. veicolazione di farmaci tramite nanocarrier o liposomi), ambiente (ad es. trattamento delle acque reflue con filtri di nanotubi di carbonio), produzione di energia (ad es. celle solari che utilizzano nanocristalli di silicio) e prodotti di consumo (ad es. alimenti e cosmetici), le loro diverse caratteristiche fisico-chimiche possono richiedere - per una corretta valutazione del profilo tossicologico - saggi specifici rispetto a quelli utilizzati per le sostanze chimiche tradizionali. Anche la definizione dei requisiti normativi per la definizione dei potenziali rischi degli EMN richiede una valutazione ad hoc.
 
Dopo circa sei anni di lavoro, il WPMN è giunto alla conclusione che non è necessaria la messa a punto di nuovi metodi di saggio per i ENM dato che gli approcci sperimentali utilizzati per la valutazione della sicurezza delle sostanze chimiche non-nano (come ad esempio le Testing Guideline dell’OCSE) sono generalmente adeguati a valutarne la sicurezza. Devono però essere sempre considerate le loro specifiche proprietà intrinseche per procedere, se necessario, ai necessari adeguamenti metodologici (Recommendation of the Council on the Safety Testing and Assessment of Manufactured Nanomaterials [C(2013)107],  adottata nel settembre 2013 [C/M(2013)16].
 
A tutt’oggi l’OCSE continua il suo lavoro di revisione delle linee guida esistenti per identificare le modifiche necessarie ad adeguare la loro l'applicazione agli EMN.

A questo scopo il WPMN ha prodotto, dal 2006, più di 100 rapporti pubblici che coprono diversi aspetti metodologi e di sicurezza dei ENM. Tali rapporti sono disponibili sul sito web dell’OCSE: https://www.oecd.org/env/ehs/nanosafety/publications-series-safety-manufactured-nanomaterials.htm
All'interno del WPMN sono al momento attivi cinque gruppi di lavoro a cui partecipano numerosi esperti nazionali:

  • metodi di saggio e valutazione del rischio 
  • misurazione e mitigazione dell'esposizione
  • valutazione del rischio e programmi regolatori
  • approcci sicuri e innovativi (Safe(r)-by-Design, SIA)
  • materiali avanzati

Nell’immediato futuro, il WPMN continuerà ad occuparsi dei problemi di sicurezza emergenti derivanti dai nuovi materiali innovativi (o avanzati) oggi in via di veloce sviluppo. La rapida innovazione tecnologica legata a tali materiali porta inevitabilmente ad un divario tra la produzione di prodotti innovativi e lo sviluppo degli adeguati strumenti di valutazione del rischio. Un modo per ridurre tale divario è rappresentato dall'approccio "Safe(r)-by-Design", fortemente perseguito dal WPMN, in base al quale l'industria cerca di ridurre le incertezze e i rischi per la sicurezza umana e ambientale spostando la valutazione del rischio nella fase iniziale del processo tecnologico andando poi a coprire l'intera catena produttiva.