Il frazionamento isotopico per tracciare il contaminante inorganico dalla fonte di emissione all'uomo

L’esposizione cronica a metalli è legata ad attività antropiche che impattano la qualità dell’aria, nonché alla presenza di sversamenti di rifiuti industriali, urbani e tossici (amianto, vernici, pellame, scarti dell’industria siderurgica, pneumatici, etc.) che determinano la contaminazione di suoli e falde acquifere. La determinazione del rapporto isotopico di metalli quali Hg, Cd, Cr e Tl nei suoli e nelle falde, e la determinazione del rapporto isotopico degli stessi metalli nei campioni biologici, è materia relativamente recente ma in rapidissima espansione grazie all'enorme potenziale che questo strumento offre nella comprensione di processi biogeochimici e di circolazione dei metalli nell'ambiente.  

In particolare gli isotopi del Hg offrono l’opportunità di tracciare la provenienza dell’inquinante e di indagarne il comportamento nell'ambiente, registrando in maniera univoca e specifica i processi coinvolti nelle matrici investigate. L’utilizzo degli isotopi di Hg come traccianti ambientali deriva dall'evidenza che gli specifici pattern di reazione modificano le abbondanze isotopiche naturali dell’elemento, permettendo di rintracciare le sorgenti del metallo nell'ambiente. 


Tematica

Clima Ambiente e Salute Contaminanti chimici e biologici

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